Addio Bennati, re dei pasticceri e del calcio


Non gli piacevano, i medici. Non lo aveva mai nascosto, con quel suo modo di fare che non lasciava buchi per le repliche. Una diffidenza non ricambiata: nelle ultime ore i sanitari del Poma si sono fatti in quattro per salvarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Gino Bennati, il re dei pasticceri, una delle anime dell’artigianato mantovano, è morto ieri mattina. Avrebbe compiuto 58 anni il prossimo 8 febbraio. Era ricoverato da un paio di giorni nel reparto di ortopedia, dopo una brutta caduta davanti a casa in cui si era fratturato il femore. Le complicazioni dopo l’intervento chirurgico causate dal diabete di cui soffriva da tempo hanno fatto precipitare la situazione. Sabato si è sentito male ed è stato trasferito in rianimazione, dove è morto.  I funerali si svolgeranno oggi pomeriggio alle tre e mezza nella chiesa del Gradaro. Dopo la cerimonia funebre, la salma sarà tumulata agli Angeli. Gino Bennati ha dedicato la vita alla pasticceria. Titolare con la sorella maggiore Gianna del negozio di vicolo Mainolda, si era impegnato con passione con l’Unione degli artigiani, in cui era entrato nel 1984 al fianco di Franco Bruno. Era stato vicepresidente vicario, consigliere provinciale e membro della giunta esecutiva dell’Upa, oltre che presidente regionale e poi nazionale dei pasticceri di Confartigianato. Due intuizioni geniali, tra le tante che lo fanno ricordare: l’anello di Monaco, per cui aveva condotto l’operazione di marketing che ha lanciato il dolce mantovano, e l’invenzione della pralina di cioccolato, dedicata all’opera ‘Orfeo’ di Monteverdi. «Era un fuoriclasse – ricorda Franco Bruno, suo amico di una vita – Trasferiva la sua passione anche nella solidarietà e nell’attenzione per i più sfortunati, trascinando i pasticceri mantovani, di cui era anche un sindacalista, in tante manifestazioni a scopo umanitario». Lo scorso giugno aveva pubblicato il libro ‘Mantova la dolce’, con preziose ricette. Fondamentale e indimenticabile è stato anche il suo impegno nel mondo del calcio.  Aveva condotto seguitissime trasmissioni sportive a Radio Mantova, poi a Video Mantova. Grandissimo esperto del regolamento di gioco, è stato dirigente del calcio giovanile e dilettantistico. Negli anni ’80 è stato il personaggio di punta del San Giorgio, che con lui al fianco di Lino Rocco ha raggiunto la Prima categoria. Poi c’è stata la fusione con l’allora Castelletto Borgo. E’ stato anche dirigente della Iag di Goito. Anche dopo aver lasciato l’impegno nel San Giorgio, ha continuato a collaborare come consulente con quasi tutte le società del calcio dilettanti. «Aveva una passione smisurata per il calcio, che era evidente a tutti nelle trasmissioni che conduceva per Radio Mantova – ricorda Lino Rocco – Era generoso, sempre disponibile, e molto preciso. Era puntuale in tutte le sue cose e chiedeva lo stesso atteggiamento dagli altri. La sua scomparsa è un grosso colpo per tutti noi».




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