E’ morto Mauro Saviola, il numero uno del riciclaggio


Con Mauro Saviola se ne va un simbolo. Nessun altro imprenditore era mai stato individuato come paladino dell’ambiente, pur annoverando tra le sue industrie anche impianti chimici. Saviola, però, sapeva cavalcare le idee, e lo faceva con maestria unica. Lo dimostrò nei primi anni Sessanta, quando individuò nella produzione di pannelli truciolari (allora in Italia non esistevano) il modo migliore per sfruttare una materia prima che nel Viadanese abbondava: il legname della golena del Po.

Lo confermò in seguito, quando capì che avrebbe potuto far rendere di più la sua azienda producendo anche alcune materie prime, come le colle, oppure utilizzando direttamente i propri pannelli per costruire mobili. Si chiama integrazione verticale, a monte e a valle.




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