A Rivalta, dopo le proteste dei cittadini, sarà fatta al chiuso la separazione massiva del FORSU


rivaltaA Rivalta sul Mincio, esiste una centrale che produce energia elettrica sfruttando il biogas prodotto dalla fermentazione degli sfalci di erba, quelli che, chi ha un giardino, produce quasi settimanalmente da primavera a ottobre.
Gli sfalci non sono sufficienti per produrre gli 1,3 Megawatt, la ditta di Rivalta utilizza anche la “FORSU” che è l’acronimo di Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani.
In altre parole gli scarti di cucina: pane vecchio, fondi di caffè, gusci di uova, bucce di frutta che fermentando producono, appunto, il gas biologico (biogas) che alimenta i generatori che producono energia elettrica e che, con l’acqua di raffreddamento dei generatori, si riscaldano le case del quartiere circostante con un impianto detto di teleriscaldamento.
Il guaio è che, le fermentazioni, non sono inodori.
L’erba un po’ meno, ma i FORSU molto di più, soprattutto perché, noi conferitori, non siamo bravi e oltre alla frazione organica, invece di differenziare mescoliamo gli scarti organici con la plastica dei contenitori di yogurt, il metallo dei coperchietti e la pellicola avvolgitutto che ovviamente non fermentando costringono gli utilizzatori a fare una separazione massiva mentre il deposito inizia a fermentare, ammorbando l’aria attorno.
Adesso, a Rivalta, dopo le proteste, pare che faranno questa operazione al chiuso e non più all’aperto ma noi potremmo anche metterci del nostro nel separare meglio, in piccolo, quello che in grande diventa lungo difficoltoso e appunto, ammorbante.




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