Crescono le presenze turistiche nel mantovano


provincia-mantovaArrivano più turisti e si fermano più a lungo e chi decide di restare nel mantovano lo fa preferendo sempre di più le strutture extra-alberghiere. In un anno, il 2008, in cui il turismo a livello nazionale ha segnato una marcata flessione, Mantova e il suo territorio sembrano andare in controtendenza. Lo dimostrano i dati presentato stamattina al palazzo della Cervetta dal presidente della Provincia Maurizio Fontanili, dall’assessore provinciale alla cultura e turismo Roberto Pedrazzoli, dall’assessore al commercio e turismo del Comune di Mantova Rino Rosano e da Davide Cornacchia in rappresentanza della Camera di Commercio.
I segnali positivi giungono soprattutto dall’area dell’alto mantovano dove le presenze crescono del 9% (la media provinciale di crescita è del 6%) e gli arrivi del 3 per cento (contro la media di tutto il territorio che si attesta sul 4). Un vero e proprio boom è quello rappresentato dagli stranieri che dimostrano di optare sempre più per le strutture alternative agli alberghi tradizionali come bed & breakfast, affittacamere e agriturismi. Va bene anche la zona dell’Oltrepo con San Benedetto che fa da traino mentre mostra segnali di fatica la zona dell’Oglio Po fatta eccezione per Sabbioneta che si conferma una meta di richiamo. 
L’identikit del turista che sceglie la provincia di Mantova per trascorrere un periodo di vacanza? Ha un’età media attorno ai 40 anni, di livello culturale medio-alto, è un impiegato o un libero professionista e organizza il proprio viaggio senza affidarsi ad agenzie ma preferendo internet come mezzo per pianificare il soggiorno. “I risultati che oggi presentiamo sono un successo – ha commentato il presidente della Provincia Maurizio Fontanili – e sono il frutto del lavoro congiunto di Provincia, Comune e Camera di Commercio nella promozione turistica del nostro territorio. Per fare in modo che questi dati migliorino ancora di più, occorre salvaguardare il nostro territorio dalla cementificazione selvaggia e coltivare una vera cultura dell’accoglienza”.




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