Le Biblioteche mantovane hanno incrementato le presenze ed i servizi


Centro BarattaUn numero sempre più elevato di   mantovani si reca nelle biblioteche comunali della città, Il Centro Multimediale Baratta e  la Teresiana. A dirlo sono i dati elaborati negli ultimi tre anni: si evidenziano incrementi notevoli sia dei prestiti di libri, sia di supporti mmultimediali quali CD-Rom e DVD.I numeri parlano chiaro: tra il 2005 e il 2008, gli ultimi dati completi disponibili, le presenze in queste due biblioteche sono passate da 63.835 a 81.302, segnando un aumento di quasi il 30%, dato che va di pari passo con quello sui prestiti, anch’essi cresciuti del 30%.  Le consultazioni, invece, sono addirittura più che raddoppiate in tre anni passando da 46mila a 96mila, con un aumento del 108%. «Il nostro budget ci permette di effettuare l’aggiornamento bibliografico con regolarità – ha spiegato Cesare Guerra, responsabile del Baratta – e la nuova disposizione dei titoli consente agli utenti di individuare più facilmente le ultime novità». In biblioteca, però, non si prestano solo libri: nel 2008 gli utenti hanno richiesto più di 1100 cd e dvd, il 3% del totale dei prestiti, mentre il 14% delle richieste di consultazione riguardava l’utilizzo delle piattaforme informatiche che permettono l’accesso a Internet, messo gratuitamente a disposizione. «Frequentare il Baratta – ha continuato Guerra – permette anche di accedere ad internet con il proprio portatile a soli 10 euro all’anno o gratuitamente appoggiandosi alle piattaforme messe a disposizione e di consultare gratuitamente riviste specializzate, stampa nazionale e locale». Il 90% delle presenze alla sola biblioteca Baratta è costituito da adulti. Sono, invece, quasi 7mila i giovani che ogni anno frequentano la biblioteca, chiedendo in prestito quasi 4.500 pubblicazioni, il 12% del totale. I dati sulle presenze nel primo trimestre di quest’anno dicono che i frequentatori del Baratta sono aumentati del 65% circa, raggiungendo quasi le 60mila presenze in soli 3 mesi. potrebbe essere un dato che rivela un fatto culturale, ma anche uno dei tanti effetti della crisi economica che induce molti a ridurre anche i consumi legati all’acquistio di libri e servizi.




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