Opuscolo ASL MantovaDopo l’allarme del Comitato per la sicurezza in agricoltura, forse non ci sarà tra braccianti islamici e aziende agricole mantovane nessuna “guerra santa” a colpi di liberatorie, scioperi dell’acqua e minacce di licenziamenti. La cronaca è nota ed è apparsa anche sulla stampa nazionale: domani 20 agosto inizia per i musulmani il Ramadan ed  i lavoratori agricoli musulmani, dato il gran caldo afoso, per la propria salute devono bere acqua per non disidratarsi, mentre l’osservanza al Ramadan esclude anche di bere acqua. Il dibattito tra rappresentanti dei datori di lavoro agricolo e lavoratori islamici per superare il problema del rispetto del ramadan e contemporaneamente tutelare la salute dei lavoratori potrebbe trovare una soluzione. L’ASL di Mantova ha distribuito un opuscolo, redatto a giugno in collaborazione con il Comitato provinciale per la sicurezza in agricoltura, stampato in 20mila copie con i consigli contro il caldo per i braccianti al lavoro nei campi con consigli in arabo per evitare rischi e danni da calore. Le copie dell’opuscolo stampato da ASL Mantova e dal Comitato provinciale  per la sicurezza in agricoltura,in queste ore, vengono distribuite ai lavoratori attraverso l’ASL,le  sedi sindacali e gli uffici locali delle associazioni agricole.L’opuscolo per i lavoratori si presenta con un’impostazione accattivante e di facile fruizione,infatti, riporta, oltre ad immagini esplcative, il testo tradotto in inglese, francesee arabo con alcune indicazioni molto pratiche su come difendersi dal caldo eccessivo, mentre quello rivolto ai datori di lavoro punta anche ad informare sulla normativa. Si auspica che l’iniziativa abbia efficacia e  possa  servire a superare il divieto di bere nel Ramadan.




Scritto da: MantovaNotizie.com
Data: 19 agosto 2009
Categoria: Cronaca


1 Commento

  1. Alfio - | Rispondi

    Non si può certo obbligare queste persone, che desiderano seguire le loro pratiche religiose, a bere dell’acqua.
    Ma non è neanche giusto che i datori di lavoro rischino denuncie o altri procedimenti se i dipendenti musulmani accusano malori per via del caldo al divieto religiosi imposto di non assumere liquidi durante il giorno nel mese di Ramadan.
    E allora perchè non prevenire certe difficoltà assumendo solo personale non islamico?
    Forse perchè un lavoratore extracomunitario viene pagato di meno di uno italiano?
    Se questo è uno dei problemi, si può sempre cercre tra gli extracomunitari pesone che non siano di religione islamica, e ce ne sono molte.
    Così si lascia a loro la possibilità di fare il proprio digiuno e di conseguenza non si rischiano cali produttivi in tale periodo o di vedere individui colti da malore che fanno rischiare legalmente i loro datori di lavoro.
    E non parlatemi di discriminazione.
    Allora sono discriminatorie anche le politiche di certe aziende che si rifiutano di assumere personale solo se vengono a conoscenza che tali persone sono fumatrici.
    Ma in questo caso tutto è lecito…


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