Sfiduciato il Sindaco Fiorenza Brioni


Consiglio Comunale del 4 Febbraio 2010: Sfiduciato il Sindaco Fiorenza Brioni

Giovedì 4 febbraio 2010 in aula consigliare a Mantova si è consumato un incredibile tradimento, quello che potremo definire come l’ammutinamento da parte di 11 consiglieri ribelli del Partito Democratico nei confronti dell’attuale Sindaco di Mantova, Fiorenza Brioni.

Fiorenza Brioni

Fiorenza Brioni

Durante l’approvazione del bilancio di previsione economica, questi 11 impavidi consiglieri del PD hanno sfiduciato il sindaco anticipando di fatto le primarie indette il 7 febbraio 2010 fra i due candidati PD a Sindaco di Mantova.

Quello che non si può accettare è che il teatrino della politica entri di diritto nella vita di un’amministrazione comunale. Ci si chiederà il perché di questa azione di sfiducia e la risposta, più sconcertante che sorprendente, è che Fiorenza Brioni, impegnata politicamente nel PD, è entrata in contrasto con il gruppo dirigente del suo partito e, per motivi ovviamente opportunistici, è stata di fatto colpita alle spalle durante l’esercizio delle sue funzioni istituzionali.

La mia non vuole essere una pubblica candidatura dell’attuale Sindaco alle prossime elezioni comunali, ma una legittima e doverosa presa di posizione in cui desidero evidenziare che la politica, con la P maiuscola, necessita di un’etica che è stata platealmente calpestata.

Le problematiche del PD, connesse alla scelta dei candidati, spettano di diritto alla normale gestione del partito e restano insindacabili, ma lo scempio a cui i cittadini Mantovani hanno assistito ieri sera è incommensurabile. Il giudizio di questa spiacevole vicenda è completamente negativo, confermando che la politica spesso non è più al servizio dei cittadini.

Cosa sarebbe cambiato se si fosse esclusivamente approvato il bilancio? In fondo il 7 febbraio era alle porte e quindi non c’era alcuna spasmodica urgenza di delegittimare la Brioni; Il nodo delle candidature si sarebbe sciolto a breve.
La conclusione sembra quella meno scontata e cioè si è cercato in qualche modo di influenzare l’esito delle future primarie affossando uno fra i due contendenti. Come si potrebbe affermare il contrario?

La morale che ne consegue è una delle più amare che il sottoscritto abbia mai idealizzato e cioè che in politica spesso il fine giustifica i mezzi, e non c’è situazione più scorretta di quella appena raccontata. Personalmente espellerei immediatamente dal partito i consiglieri ribelli, rei di aver di fatto sconfessato il voto dei cittadini mantovani, in una maniera a dir poco sleale e ricondurrei il dibattito ad un sano confronto privilegiando i programmi elettorali di ciascuno dei due candidati.

Campagna Arcangelo (I.D.V. Curtatone)




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