Earth Day 2010: Rock Inside pubblica L’inquinamento da Metalli Pesanti a La Oroya


ROCK INSIDE non–profit, in occasione dell’ Earth Day 2010, pubblica lo studio “L’inquinamento di La Oroya da metalli pesanti”

ROCK INSIDE non-profit ha svolto uno studio per tesi di laurea triennale, corso di ingegneria ambientale presso l’Università di Mantova, sul disastro ambientale in La Oroya. Lo studio in esame, pubblicato a questo indirizzo, è stato effettuato sull’abitato di La Oroya, cittadina peruviana situata a 175 km dalla capitale Lima. Il sito è stato considerato dal Blacksmith Institute per il secondo anno consecutivo come uno dei luoghi più inquinati del pianeta (sesto posto), due dati su tutti aiutano ad inquadrare meglio la situazione: l’aspettativa di vita per gli abitanti di La Oroya è 45 anni contro i 70 di Lima, 9 bambini su 10 hanno livelli di piombo nel sangue che superano il limite ritenuto accettabile dell’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) di 10 microgrammi per decilitro di sangue, nei neonati il livello di contaminazione (naturalmente inferiore a quello dei ragazzi più grandi) è già 3 o 4 volte superiore alla soglia stabilita.

La situazione ambientale nella valle del Rio Mantaro (3700 metri sul livello del mare, dove si trova la cittadina di La Oroya, è frutto delle attività del Complesso Metallurgico di La Oroya (CMLO), che è presente in questa città fin dal 1922, durante questo lungo periodo di attività la fonderia, che è specializzata nel trattare i metalli di cui il suolo peruviano è estremamente ricco, ha anche immesso nell’ambiente grandi quantità di anidride solforosa e metalli pesanti estremamente tossici.

Lo studio concentra la sua attenzione proprio sugli inquinanti più dannosi per la salute umana immessi nell’aria quali piombo, cadmio e arsenico, importante infatti è stato considerare non solo la tossicologia e l’epidemiologia delle sostanze prese in esame (cui è stato comunque dedicato un’importante parte della trattazione), ma anche la loro persistenza nell’ambiente, i metalli pesanti infatti per la loro stessa natura di elementi non sono soggetti a quelle degradazioni microbiche che interessano altri tipi di inquinanti (come ad esempio quelli organici) e quindi hanno un grande tasso di accumulo sia nell’ambiente che all’interno del corpo umano. Lo studio della situazione ambientale è inoltre progredito con un contemporaneo studio preliminare sui metodi di abbattimento che vengono comunemente usati in tutto il mondo in presenza di impianti dello stesso tipo di quelli impiegati in La Oroya al fine di poter formulare con maggiore competenza proposte e meglio comprendere le cause della grave situazione ambientale e sanitaria.

Rock Inside MantovaL’associazione non-profit ROCK INSIDE è un’associazione giovane e dinamica che raggruppa un team di esperti professionisti ed una rete di collaboratori che operano nell’ingegneria ambientale, nel diritto dell’ambiente, nell’internazionalizzazione dei progetti, nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione. L’associazione che ha l’headquarter a Mantova è nata nel 2008 con l’obiettivo di portare avanti un progetto di diffusione, rivolto soprattutto ai giovani, sull’importanza della Dichiarazione Universale dei diritti umani delle Nazioni Unite firmata nel 1948, e punta a sottolineare quanto la cultura, l’arte e la musica siano importanti strumenti di confronto e di dialogo interculturale.

L’associazione, già il 5 settembre 2009, ha organizzato un convegno internazionale dal titolo ROCK INSIDE 2009: IL DIRITTO AMBIENTALE a Mantova alla presenza di molti personaggi di spicco mondiale tra cui i due Premi Nobel per la Pace Betty William e Lech Walesa. A novembre dello scorso anno, l’associazione ha pubblicato il video ROCK INSIDE PER IL DIRITTO AMBIENTALE (www.youtube.com/watch?v=uAB0ofxeUyI) realizzato in collaborazione con WWF Italia a cui hanno partecipato Claudio Baglioni, Sergio Muniz, Tiziano Ferro, Lilli Gruber, Massimo Ranieri, Gigi Proietti, Lech Walesa, Maurizio Costanzo con lo scopo di sensibilizzare la comunità internazionale al fine di spingere le U.N. ad inserire il diritto alla salvaguardia dell’ambiente nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 perché vivere in un ambiente sano è un diritto fondamentale per l’uomo contemporaneo.




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