FederModa Mantova: tempi duri, ma ce la faremo


Carmen Zapparoli, presidente di FederModaMantova: tempi duri, ma ce la faremo

Carmen Zapparoli Feder Moda Mantova

Carmen Zapparoli

Che il commercio non se la passi molto bene, purtroppo è fatto tristemente noto. Così come si conosce da tempo lo stato di stagnazione in cui versano i consumi, a causa della riduzione dei redditi disponibili delle famiglie.

FederModaMantova, categoria che rappresenta i negozi di abbigliamento, di calzature, pelletterie e biancheria della provincia di Mantova che aderiscono a Confcommercio, fa un bilancio della situazione.

“La crisi che stiamo vivendo è la peggiore degli ultimi 50 anni – chiosa la presidente Carmen Zapparoli – Ci sono stati, in passato, momenti di forte difficoltà per il commercio, penso ad esempio alla crisi petrolifera del 1972, ma la situazione oggi è davvero pesante”.

Secondo l’indagine di AstraRicerche commissionata da FederModaItalia, il 69% delle persone vedono la loro posizione economica peggiorata e il 62% del campione ha una visione pessimistica sull’immediato futuro.

Ed è proprio il sentiment degli italiani, ovvero le aspettative delle famiglie per il futuro, che desta preoccupazione: “purtroppo questo clima di sfiducia che interessa oltre la metà del Paese non giova ai consumi – commenta la presidente di FederModaMantova – Infatti, se una persona pensa che le cose, dal punto di vista economico, peggioreranno, è meno propensa a fare acquisti. Il comparto moda è in sofferenza già da due anni – aggiunge Zapparoli – E ciò lo dimostra il fatto che addirittura l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto, per la crisi,una riduzione del reddito presunto ai negozi tradizionali del dettaglio indipendente del settore moda dal 2010”.

Mantova non fa eccezione, e sconta purtroppo la già difficile situazione del centro storico, poco accessibile a causa della scarsità dei parcheggi e dei deficit della rete infrastrutturale. Criticità che comunque interessano tutti i centri urbani della provincia.

“Occorre preservare la varietà dell’offerta di abbigliamento – afferma Zapparoli – altrimenti si rischia davvero la presenza univoca del franchising, con il risultato di un impoverimento generale del commercio cittadino”.




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