Operazione antidroga della Polizia Penitenziaria nel carcere di Mantova


MANTOVA: POLIZIA PENITENZIARIA SVENTA TENTATIVO DI INTRODUZIONE IN CARCERE E SEQUESTRA STUPEFACENTE

Polizia Penitenziaria MantovaUna importante attività investigativa è stata condotta con successo dal personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa circondariale di Mantova.

Sabato 7 febbraio 2015 è stata infatti condotta un’attenta e mirata operazione antidroga da parte del personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Mantova. Dopo giorni di indagini ed appostamenti, finalmente è stato stroncato un giro di droga che vedeva coinvolto l’istituto mantovano.

La sostanza, circa 100 gr. di hashish, era stata nascosta in carcere presso la Sala d’attesa dei familiari dei detenuti, pronta per essere ritirata dal detenuto lavorante addetto alle pulizie, per poi introdurla all’interno delle sezioni.

Il personale di Polizia Penitenziaria ha atteso che il detenuto se ne appropriasse per coglierlo in flagranza. Grande capacità, impegno e professionalità è stato dimostrato dai poliziotti penitenziari che hanno fattivamente partecipato alle operazioni”.

A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri. Capece sottolinea che “questa importante operazione di servizio, oltre a confermare il grado di maturità raggiunto e le elevate doti professionali del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Mantova, ci ricorda che il primo compito della Polizia Penitenziaria è e rimane quello di garantire la sicurezza dei luoghi di, ferma restando la necessità di adottare tutti gli accorgimenti utili a stroncare l’ingresso nei penitenziari di stupefacente e di ogni altro oggetto vietato. E’ possibile immaginare quali pericolose conseguenze avrebbe determinato il possesso e il consumo di droga nelle celle”.

E ricorda le criticità della Casa circondariale mantovana: “nel corso del 2014 a Mantova 1 detenuto ha tentato il suicidio, salvato in tempo dai poliziotti penitenziari, ci sono stati 17 episodi di autolesionismo, 2 ferimenti e 16 colluttazioni. A dimostrazione che l’emergenza penitenziaria intesa come vivibilità delle carceri non è affatto superata e che il personale di Polizia Penitenziaria paga quotidianamente, in termini di stress e di sicurezza personale, un grande tributo per la gestione degli eventi critici che si verificano ogni giorno nelle carceri”.




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