Bussolano


Bussolano

Bussolano

Il Bussolano era il dolce tipico delle classi popolari.

E’ una ciambella asciutta che, nella versione classica, era anche durissima, perché non esisteva il lievito chimico, che oggi aggiunge un po’ di morbidezza. Proprio a causa della sua durezza si mangiava sempre accompagnato con il vino, spesso inzuppato nel vino stesso.

La forma può essere a ciambella classica col buco oppure a panetto rettangolare.

Da quanto ho sentito in casa e dalle anziane, era il dolce tradizionale di Natale, insieme al sugolo. Del resto era forse il dolce più ricco che molti potevano permettersi.

Di seguito le due versioni per la preparazione del Bussolano. Prima quella più antica, poi quella in uso oggi, una variante meno “dura”.

Ricetta Tradizionale del Bussolano

Ingredienti:

  • 400 gr. di farina bianca
  • 150 gr. di zucchero
  • 150 gr. di grasso
  • due uova
  • aromi

Preparazione:

Si miscelano tutti gli ingredienti in una terrina. Il composto, relativamente asciutto, va impastato accuratamente.

Si forma una ciambella sulla piastra del forno, senza stampo, e si cuoce infornando a forno ben caldo (170°c) per 30-40 minuti. (Oggi viene bene in forno ventilato).

Ricetta Bussolano nella Versione più Morbida

Ingredienti:

  • 400 gr. di farina bianca
  • 150 gr. di zucchero
  • 150 gr. di burro
  • due uova
  • 50 gr. di latte
  • aromi
  • lievito chimico

Preparazione:

Si monta il grasso (burro o se preferite margarina) con lo zucchero, si aggiungono i tuorli, uno per volta e poi la farina. Si aggiunge il latte: quanto basta per legare il tutto. Alla fine si aggiungono gli albumi montati a neve. Per la cottura si procede come sopra.

Note:
Come aroma si può scegliere ciò che si preferisce: il più diffuso era un bicchierino di liquore all’anice, ma va bene qualsiasi cosa (scorza di limone grattuggiata o vaniglina, ad esempio).

Quali “grassi”?
Oggi la proposta corrente è il burro, una volta era lo strutto e, prima ancora, quando anche lo strutto era un lusso, si usava il grasso che il cotechino liberava durante la cottura (e gli aromi delle spezie che condivano il cotechino erano l’unico profumo del dolce). Oggi si può sostituire al burro la margarina vegetale, alcuni usano un bicchiere di olio d’oliva.




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