Torta Margherita


Torta Margherita

Torta Margherita

Nelle campagne mantovane, ed anche in città, la torta margherita veniva presentata dalla massaia con giusto orgoglio, fino agli anni sessanta, epoca in cui non c’erano ancora i supermercati e gli ipermercati, e ci si riforniva dal fornaio per comperare gli ingredienti per preparare la torta in casa.

Questa torta era il dolce delle feste: a cominciare dalla Pasqua, di cui era il dolce per antonomasia, prima che la GDO (Grande distribuzione organizzata) imponesse la colomba.

La torta margherita è di difficile esecuzione perché non è facile ottenere una torta soffice, asciutta e gustosa partendo solo da uova, fecola di patate e zucchero, senza lievito e senza burro. Specialmente non era facile prepararla con i primi forni a gas, privi di termostato, non ventilati e in cui solo l’esperienza della cuoca, nel tempo, consentiva di mettere a punto tutte le variabili per una buona riuscita.

Ingredienti

  • 8 uova
  • 200 gr. zucchero
  • 200 gr. fecola
  • vaniglina
  • il succo di mezzo limone

Come preparare la Torta Margherita

  • Montare molto a lungo i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una massa gonfia e cremosa (lavorando a mano, regolatevi un po’ voi fino a quando l’impasto è chiaro).
  • Si aggiungono gli aromi e si amalgamano con cura.
  • Si aggiungono poi gli albumi, montati a neve molto ferma, ed alla fine la fecola, fatta scendere lentamente, a pioggia, da un setaccio a maglie fini, per evitare grumi.
  • Infornare in uno stampo infarinato o in una moderna teglia al silicone o usando carta da forno.
  • Quanto alla temperatura del forno ed alla durata della cottura si va a esperienza; una volta veniva cotta nel forno da pane,  una indicazione interessante già sperimentata  è:  forno a 200 gradi e la prova dello stecchino, dopo una ventina di minuti di cottura.
  • Si serve, una volta raffreddata, ricoperta di zucchero al velo.

N.B. Esiste anche una Torta Paradiso, piuttosto simile, ma di più facile esecuzione e di più facile gusto (si usano lievito chimico e burro), sarebbe praticamente un doppione e  quella di più autentica tradizione mantovana.




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