Chisöl, Chisöla e Mirtol


La schiacciata nostrana era di tre tipi: chisöl, chisöla, mirtol.

EL CHISÖL (o IL CHISOEL)
Si impasta 1/2 Kg di farina bianca con acqua sale e un po’ di bicarbonato (un cucchiaino).
Si dà alla pasta una forma un po’ tondeggiante alta due dita e – per restare nella tradizione – si mette a cuocere sulla piastra calda del focolare coperta di cenere. E’ necessario coprire il chisol con il “testo” (*). Chi non aveva il testo copriva direttamente con la cenere madre.
Il chisöl sostituiva il pane e veniva preparato specialmente durante il periodo dei lavori più pesanti dei contadini mantovani.

Ricetta Chisöl, Chisöla e Mirtol(*) Testo: attrezzo per cuocere il chisol. Era formato da una fascia circolare di lamiera alta circa 7-8 cm, senza fondo e sormontato da un coperchio. Il chisöl veniva posto sui mattoni bollenti del focolare e lo si ricopriva con il “testo”. Attorno si riponeva la cenere bollente e le braci affinché il chisol si cuocesse. A cottura ultimata la schiacciata veniva ripulita dalla polvere di cenere e la si metteva a raffreddare su un’asse pulita.
Si diceva anche “sotsenar” per dire che il chisol andava cotto sotto cenere.

LA CHISÖLA (o LA CHISOELA)
La chisöla era fatta con il lievito naturale (in seguito anche con il lievito di birra), farina, acqua e sugna (strutto) di maiale. Si lasciava lievitare un paio di volte, poi stesa all’altezza di un centimetro e tutta lavorata con delle fossette con le dita indice e medio girate su se stesse. La cottura va fatta preferibilmente nel forno del pane.

IL MIRTOL
Il Mirtol era fatto con 3 bicchieri di farina bianca, uno di gialla setacciata a velo, un mezzo bicchiere d’olio, un pizzico di sale, quattro cucchiate colme di zucchero, la scorza di un limone e tanto latte, per ottenere un impasto piuttosto molle. Da ultimo si aggiungeva un cucchiaino di bicarbonato, si lavorava bene il tutto e si metteva in una teglia di rame con lo strutto. La cottura avveniva con fuoco sia sopra che sotto, come se fosse un moderno forno. Per avere calore sotto e sopra, la teglia era messa su un treppiedi di ferro, sollevata da terra per il fuoco sotto; un coperchio serviva invece a tenere il calore sopra.




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