La prima mostra monografica sullo Schivenoglia


Tra il 2008 e il 2009, nel territorio mantovano, ricorre un appuntamento di grande spessore sotto il profilo storico e culturale: la celebrazione del 250° anniversario della morte di Francesco Maria Raineri detto lo Schivenoglia (1676-1758), un protagonista della pittura del Settecento mantovano. Al pittore, il luogo che gli ha dato i natali e col cui nome ha voluto essere ricordato, Schivenoglia, ha già dedicato un tributo di celebrazione con una ricca monografia ad opera di Giuliano Spadini, la prima rassegna completa delle opere dell’artista. Ora a Francesco Maria Raineri è dedicata anche la prima mostra monografica mai realizzata, che si apre a Mantova, dal 24 Gennaio al 15 Marzo 2009, presso la Madonna della Vittoria, in Via Monteverdi.
La rassegna, curata da Gianfranco Ferlisi e organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, rappresenta la preziosa occasione per un percorso che rimanda non solo al contesto della società mantovana e dei suoi orizzonti estetici nel passaggio dai Gonzaga agli Asburgo ma anche all’orizzonte artistico della prima metà del Settecento mantovano e al confronto con un altro protagonista che ne anima la scena: Giuseppe Bazzani. Le recenti scoperte e gli studi di questi ultimi anni dimostrano infatti che le radici del grande Bazzani, a lungo considerato l’unico grande artista del periodo in ambito mantovano, germogliano proprio dalle invenzioni e dal fertile humus del suo maestro, lo Schivenoglia.
E dello Schivenoglia la mostra propone un percorso di dipinti che conduce lo spettatore dalle giovanili esperienze nella bibienesca Villa Strozzi a Palidano fino agli esiti conclusivi quando, decano degli artisti mantovani, diventa il primo direttore dell’appena fondata Accademia di Belle Arti di Mantova (1753).
Le opere in mostra testimoniano in modo esemplare la tensione di questo artista per un linguaggio nuovo, il superamento delle scene di genere, la battaglia e il vedutismo, le scelte di un originalissima interpretazione della pittura più alta, quella con soggetti sacri o mitologici. E’ la scoperta di un’evasione immaginosa, di una libera sensibilità umorale, di un anticonformismo e di un piacere per il grottesco che mettono a fuoco una linea pittorica in grado di rinnovare sia schemi iconografici consolidati sia idiosincrasie di bottega. Quattro le sezioni (Oltre le barriere di genere: dalle battaglie, alla mitologia, ai soggetti sacri; il sodalizio con la famiglia Strozzi: i ritratti; Mitologia: quattro ritrovati  dipinti di palazzo Guidi di Bagno; la  declinazione sentimentale dei soggetti sacri) che accompagnano il visitatore immergendolo, al di là dei soggetti, in una pittura liquida e filamentosa, che sfalda i corpi dei protagonisti, grazie ad una pennellata che distende strati di colore perennemente umido, cromatismi bruni, sottili passaggi tonali.
La mostra sarà anche un’occasione unica ed irripetibile per vedere ed ammirare l’artista attraverso ventidue opere difficilmente, in futuro, raggiungibili, in quanto tutte provenienti da collezioni private. In particolare comparirà per la prima volta davanti al pubblico mantovano Il transito di S. Francesco, un’opera davvero emozionante che recentemente, ad opera di un Comitato appositamente costituito, è stato acquistato perché possa tornare ad arricchire la chiesa di Schivenoglia, dedicata appunto a S. Francesco. L’approfondimento della produzione del pittore potrà poi essere ampliato da itinerari, segnalati in catalogo, nella città e nel territorio, sulle tracce di opere che, in palazzi, musei e chiese ne testimoniano l’attività. e faranno scoprire inedite e stupefacenti invenzioni, autentici capolavori nascosti.

(immagine tratta da http://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/D0090-01508/?view=autori&offset=-1&hid=2706&sort=sort_int)




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