Foibe Rosse: al Sociale martedì 17 febbraio 2009


Foibe rosse


Martedì 17 febbraio 2009 la storica compagnia teatrale mantovana Campogalliani ritorna dopo una lunga assenza al teatro Sociale di Mantova per l’anteprima nazionale di “Foibe Rosse – vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943”, un adattamento teatrale che il regista Aldo Signoretti ha tratto dall’omonimo saggio dello storico Frediano Sessi. Trattata con grande rigore oggettivo, la drammatica vicenda di Norma, giovane studentessa, viene elevata a simbolo delle tante vittime delle foibe, uno dei momenti più dolorosi della storia italiana.
Foibe Rosse rientra nella stagione di prosa di Mantova Teatro, organizzata dalla fondazione “Umberto Artioli Mantova Capitale europea dello spettacolo”.

Ai nostri microfoni lo storico Frediano Sessi e il regista dello spettacolo Aldo Signoretti.
Foibe rosse
Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943

di Frediano Sessi
adattamento teatrale Aldo Signoretti

con :
Claudio Soldà e Francesca Caprari, i due narratori
Rossella Avanzi, Norma Cossetto
Stefania Zorzella, Licia sorella di Norma
Francesca Campogalliani, mamma Margherita
Loredana Sartorello, Andreina compagna d’università di Norma
Andrea Flora, Ivan amico di Norma
Federico Finazzer, Giorgio giovane partigiano
Paolo Soncini, Nini partigiano
Stefano Bonisoli, Bepi partigiano
Gilberto Valle, Toni altro giovane partigiano
Silvano Palmierini, vecchio partigiano
Diego Fusari, Mate capo partigiano
Glenda Gorreri, donna partigiana
Ettore Spagna, professor D’Ambrosi
Adriana Purificato, Paola Sarzola e Roberta Bonfiglio, donne di Antignana
Mario Zolin, Maresciallo Harzecich dei VV.FF. di Pola

regia e scena Aldo Signoretti
aiuto regia Mario Zolin e Francesca Caprari
costumi Francesca Campogalliani e Loredana Sartorello
colonna sonora Nicola Martinelli
direzione scenica e luci Giorgio Codognola
assistenti di palcoscenico Marina Alberini ed Ermanno Balestrieri
foto e proiezioni Davide Guaglio, Max Boschini e Francesco Cantarelli
disegni Daniela Bonaffini

Come recita il sottotitolo dello spettacolo, si tratta di una storia vera, quella della studentessa istriana Norma Cossetto, portata alla luce e narrata dallo scrittore e storico Frediano Sessi, nel suo libro Foibe rosse, pubblicato da Marsilio Editore nel 2007 all’interno della collana “Gli specchi della memoria”.
Figlia del podestà e studentessa al quarto anno di lettere e filosofia, all’Università di Padova, Norma Cossetto fu gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. Aveva 23 anni ed era una ragazza normale con una vita tranquilla, ma nonostante la sua innocenza non fu risparmiata dalla furia dei partigiani titini che, prima di assassinarla, la violentarono brutalmente. Quella di Norma diventa, quindi, una storia simbolo delle numerosissime vittime delle foibe (ancora non quantificabili) cui solo recentemente la storia ha restituito la dignità della memoria. Non a caso Foibe rosse debutta pochi giorni dopo il 10 febbraio, Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati.
“Lo spettacolo Foibe rosse rappresenta un’operazione doppiamente meritoria. Innanzitutto, perché è la prima volta che l’Accademia Campogalliani porta un suo spettacolo all’interno della stagione di Mantova Teatro. Inoltre, si tratta di uno spettacolo di grande valenza culturale e sociale e il testo è firmato dal mantovano Sessi. La programmazione a una settimana dalla Giornata del Ricordo vuole ricordare gli eventi tragici accaduti in terra d’Istria, che hanno portato molti lutti anche tra la popolazione civile e che fino a non molti anni fa erano dimenticati. E’ uno spettacolo molto intenso e di grande passione. Ringrazio la Campogalliani e Signoretti per averlo voluto inserire in Mantova Teatro”. (Giovanni Pasetti – Presidente Fondazione Mantova Capitale Europea dello spettacolo)
Uno spettacolo, quello della Campogalliani, che, in continuità con le intenzioni dell’autore Sessi, vuole rendere il giusto ricordo al martirio di una giovane vita innocente, senza però cedere a strumentazioni di parte.
“E’ difficile raccontare per grandi linee momenti storici così complessi che hanno determinato il contesto in cui si svolse questa e altre disgraziate vicende, senza dimenticare le tante strumentalizzazioni che si sono susseguite in questi anni e che hanno finito col rendere difficile il racconto della verità, lasciando amarezza e stupore in gran parte dei protagonisti…Quando fu gettata nella foiba di Villa Surani, Norma Cossetto non era più solo una figlia, una sorella, una futura sposa e madre, ma anche, perché donna, il simbolo per eccellenza dell’intera società italiana d’Istria. Un simbolo che occorreva distruggere, infangare, per vincere. Un mezzo per annullare il nemico e cancellarne la potenza rigeneratrice”. (Frediano Sessi – autore)
Anche l’adattamento teatrale curato da Aldo Signoretti, nel tentativo di trasporre il testo nella forma scenica più fedele possibile, mantiene ferma l’attenzione commossa rivolta al tragico destino di una ragazza Norma Cossetto, che nulla di male aveva fatto nella sua breve vita e sul cui caso è doveroso meditare senza speculazioni di parte.

“…ogni storia non raccontata rappresenta una piccola ingiustizia…” (Elena Loewenthal)




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