Il 7 e l’8 aprile al Teatro Sociale di castiglione delle Stiviere:”Il caso di Alessandro e Maria”


Teatro Sociale di Castiglione delle Stiviere

Teatro Sociale di Castiglione delle Stiviere

“Il caso di Alessandro e Maria”
scritto da Giorgio Gaber con Luca Barbareschi e Chiara Noschese è  in programma martedì 7 e mercoledì 8 Aprile 2009 alle ore 21,00 presso il Teatro Sociale di Castiglione delle Stiviere, per la stagione di prosa 2009.

La trama

È la storia di due ex-amanti che si rincontrano dopo due anni.
Nel raccontarsi qualcosa sulle loro vite presenti, i due finiscono per rivangare il passato ricordando alcuni episodi, o meglio, alcune sensazioni della loro relazione segreta. Quello di Alessandro e Maria era (ed è ancora, probabilmente) un amore forte, vivo, segnato dalla complicità ma, forse, soprattutto dalla tenerezza e dall’affetto.
I due parlano come se per entrambi il tempo non fosse mai trascorso davvero e come se le loro anime sole riuscissero ancora a toccarsi come una volta. Alessandro e Maria esprimono a fatica le reciproche preoccupazioni e i drammi personali, quasi volendo eludere la reale disfatta di una vita vissuta in attesa di rivedersi. Sono due personaggi buffi, goffi, ridicoli ma altrettanto veri, tangibili e incontestabilmente autentici. Due autentici adulti rimasti bambini, legati alla loro storia d’amore consumata in gioventù, mai più ritrovata.
Maria è una donna insoddisfatta del suo vivere quotidiano. Si comporta come una bambina di sei anni e ne è assolutamente consapevole, e forse se ne compiace. Non riesce a vedersi diversa da quello che era nel rapporto con Alessandro: un’ apprensiva, timida, dolce amante innamorata. Lei che col suo ingenuo vittimismo riesce a tenere viva l’attenzione di lui, con mille domande e con l’aria di chi ha perso la strada e non sa come tornare a casa. Maria piange, sempre di più, liberandosi da una rassegnata emotività che si legge nel tono di voce, nella pienezza delle parole dette e ridette al suo, non più suo, Alessandro. Ma Maria sa di dover piangere per dimostrare la sua qualità, di non vergognarsi di farlo…
Alla prova di ginnastica ero piccolina… dritta… sull’attenti…l’inno nazionale…si ha un bel dire… lo vogliono cambiare…sono matti. Piccolina… sull’attenti… senti la lacrima che cade, nessuna resistenza, immobile… Sono gustose le lacrime… Mi piacciono: salatine, salatine…”. I due fanno l’amore e si amano ancora come da sempre. Maria si addormenta e Alessandro la guarda dormire… ”Travolta dalla mia passione e spossata dalla mia selvaggia animalità si è addormentata. Probabilmente era stanca.. L’amore tra due ‘ex’ non è esaltante, si sa. Più che altro è un incidente. Oddio, devo dire bello, anche… ti ritrovi delle sensazioni… e poi c’è sempre qualcosa che sorprende… ora lei dorme, ma alcune volte io la guardo ed ho la netta sensazione di vedere sulla sua spalla qualcosa che si muove: il diavolo. Un diavoletto calmo, tranquillo, accovacciato… simpatico anche… che però ogni tanto zac! La punge. Allora il suo sguardo cambia, diventa strano, misterioso, incomprensibile: senti che può succedere di tutto… sarebbe giusto arrivare a un punto in cui non ci si rovina per la follia di una donna…”.
Alessandro è un narciso. È un insicuro e un vigliacco. Un moralista! Uno che vedeva Maria “giusta” soltanto quando stava insieme a lui, per il resto lei è una “passiva”, una che non ha il coraggio di stare sola. I due ballano a suon di walzer, e ballando, scoprono di non essersi mai lasciati. Poi litigano, si mettono a discutere sulle loro rispettive gelosie, poi ridono di nuovo, complici.
Maria rivela di aver avuto un flirt con l’uomo della madre di Alessandro e lui ritorna ad insultarla, dandole della troia. È geloso. Lei è triste e confessa di aver desiderato un figlio da lui, più una figlia, in realtà… “un’Alessandrina… bionda; con gli occhi chiari…
Poi lo rimprovera di comportarsi da ipocrita con suo figlio, oltre che con sua moglie… ”Ma tu non lo sai il male che puoi fare alla gente, se ti prendono sul serio? Guarda tuo figlio…non può far altro che diventare un disgraziato, e lo diventerà, ci puoi giurare… perché non ti fai vedere da tuo figlio quando stai male?… Ti ho visto come sei quando perdi un po’ di potere, quando cominci a farti un po’ schifo…”.
Questa è una commedia cinica e pura come le parole dette. Alessandro e Maria vorrebbero condividere ancora le proprie solitudini, come un tempo avevano fatto, ma adesso non è più possibile. Adesso possono solo sognare.




Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *