“Terra Madre”: per tornare alle origini


Questa sera, alle ore 21:15, presso il Cinema Mignon, di via don Benzoni a mantova, si terrà l'anteprima del film documentario "Terra Madre" di Ermanno Olmi, presentato in contemporanea con l'uscita nazionale.
Saranno presenti alla serata: Franco Piavioli (regista), Primo Gaburri (interprete), Gilberto Venturini (Slowfood Italia).

TERRA MADRE

un film documentario di
Ermanno Olmi

Con il contributo di
Franco Piavoli per L’orto di Flora
Fotografia e montaggio di Mario Piavoli

e inoltre
Maurizio Zaccaro per L’India di Vandana Shiva
Fotografia di
Fabio Olmi

La genesi del cortometraggio:

Carlo Petrini (Slow Food) ha inviato il primo appunto a Ermanno Olmi nel luglio 2006.
Comincia da qui il progetto per un film dedicato a Terra Madre, un film che sin dalle premesse doveva essere ‘politico e preveggente’.

Le riprese sono cominciate a Torino nell’ottobre 2006, durante il Forum Mondiale Terra Madre. Sette troupes leggere hanno ripreso in formato digitale i vari momenti del Forum. La maggior parte delle maestranze, coordinate da Ermanno Olmi, era composta da giovani di ipotesICinema, la ‘non scuola’ di cinema fondata dallo stesso Olmi e che dal 2001 è operativa nella sede della Cineteca di Bologna. Da quel Forum Olmi cerca la forza interna del movimento, un ‘modello di comportamento’ che diventa il riferimento ispiratore del suo lavoro. Un modello che è insito nelle persone. I volti, le storie di Terra Madre cominciano e si ricongiungono a Torino.

Dalle postazioni di osservazione disseminate dentro al Forum, il viaggio di Olmi è continuato, raggiungendo nei luoghi d’origine alcuni dei protagonisti incontrati a Terra Madre orientando, nel loro significato, alcune di queste storie verso l’epilogo del documentario, ‘politico e preveggente’.

Nel febbraio 2008 una troupe è andata alle isole Svalbard (Nord della Novergia) per filmare l’inaugurazione della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso. Alla troupe non è stato concesso di entrare durante la cerimonia e le immagini di quell’evento sono state fornite dal Global Group Diversity Trust.

Nell’ottobre 2008 una troupe si è recata a Dehradun (regione Uttaranchal, Nord dell’India) per riprendere la raccolta del riso, nei pressi della Navdanya Farm, la fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi del riso tramandati di generazione in generazione. La regia delle riprese è di Maurizio Zaccaro e la fotografia di Fabio Olmi.

Ultimo viaggio della troupe a San Cipriano, Comune di Roncade nel Veneto (ottobre 2008). Alla presenza di Ermanno Olmi, che ha diretto le riprese e partecipato al confronto fra Vandana Shiva, Carlo Petrini, Angelo Vescovi, Aldo Schiavone, Pier Paolo Poggio, Maurizio Gelati, Marco Rizzone, Ampelio Bucci.
Per la storia dell’ ‘uomo’ che ha vissuto per più di quarant’anni in quello stesso luogo che ha costituito la location di questa parte del documentario, Olmi si è avvalso di testi tratti dal libro Un uomo senza desideri di Ignazio Roiter, di fotografie di Fulvio Roiter e di immagini girate da Ignazio Roiter.

La comune convinzione che l’attaccamento del contadino alla terra è anche un atto d’amore, sentimento da cui si genera il rispetto per la Natura, ha visto la stretta collaborazione fra Ermanno Olmi e Franco Piavoli, cui si devono le riprese del ‘contadino e l’orto’ nella Valle dell’Adige.

Terra Madre ha visto fin dalla sua ideazione il diretto coinvolgimento della Cineteca di Bologna che ne è il produttore assieme ad ITC Movie. Il documentario è stato realizzato grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Generale per il Cinema e della Film Commission Torino Piemonte.

Il commento di Ermnno Olmi:

Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è del 1° luglio 2006. E dice: "questo sarà un film politico e preveggente per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presidi Slow Food mostreranno nel corso del grande raduno Terra Madre 2006 a Torino".
E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno mondiale fra tutte le Genti contadine.
Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati.
Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.
Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura.
Sono sicuro che questi onesti cittadini non tradiranno mai la loro Terra.
E noi cittadini metropolitani, che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà di passare accanto a un orto dove un nonno e una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la vera casa dell’uomo.




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