Antigone in Silenz al Teatro Comunale di Quingentole il 24 Aprile 2010


Antigone in Silenz di Mamadou Dioume

Antigone in Silenz di Mamadou Dioume

ANTIGONE in SILENZ di Mamadou Dioume
Teatro Comunale di Quingentole (Mantova)
Piazza Italia, 24
Sabato 24 aprile 2010
ore 21:00

Regia: Mamadou Dioume
Drammaturgia: Andrea Maurizi
Con: Valentina Piazza, Lidia Di Girolamo, Francesco Russo, Alfio Zappalà, Enrico Scarinci, Andrea Maurizi, Elisa Maurizi
Musiche originali: Enrico Scarinci
Datore Luci: Cristiano Leopardi
Foto: Francesco Galli
Evento realizzato in collaborazione con la Compagnia ZeroBeat di Quingentole (MN)

ANTIGONE in SILENZ di Mamadou Dioume in scena al Teatro Comunale di Quingentole (MN) nella serata di sabato 24 aprile 2010.

Antigone: L’editto era pubblico: lo conoscevo, certo.
Creonte: E hai osato trasgredire questa legge?
Antigone: Non ho pensato che i tuoi decreti avessero il potere di far sì che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte degli dei, leggi immutabili che non sono di ieri né di oggi, ma esistono da sempre … Per timore di un uomo io non potevo subire il castigo degli dèi.
(Sofocle, Antigone, vv. 488-503).

E’ diversa, questa Antigone. E’ un’Antigone che quasi non c’è, oggi, sulle scene e nel mondo.

Al Teatro Comunale di Quingentole, alle 21 di sabato 24 aprile 2010, andrà in scena una rappresentazione del tutto originale, il cui processo creativo è iniziato nel giugno 2008 con la direzione di Mamadou Dioume.

Lo spettacolo nato dalla sceneggiatura di Andrea Maurizi (Teatro delle Condizioni Avverse) e diretto dall’artista internazionale, già ex attore di Peter Brook, è una sarcastica e dissacrante riscrittura del celebre mito greco attraverso i secoli, da Sofocle, a Anouilh, a Brecht fino all’Alfieri.

La rappresentazione è il punto di arrivo di un lungo percorso formativo durato due anni, grazie al quale, attori provenienti da diverse esperienze si sono lasciati guidare dal loro maestro verso nuove forme espressive scoprendo al contempo una nuova Antigone: la loro!

La storia ruota attorno alla figura di un Tiresia capocomico, rapito nella sua estasi di raccontare ancora oggi una storia capace di far alzare le folle, e profondamente sfiduciato dalla cruda realtà del mondo. Un mondo che oggi continuamente morde allo stomaco del teatro, facendolo morire di fame, e a cui il teatro tenta in ogni modo di mordere, nel tentativo di risvegliare il desiderio di osare, di difendere i propri ideali e celebrare l’innato senso di giustizia troppo spesso mortificato e immolato sull’altare sacro del “saper vivere” e della “prudenza”.

Il capocomico, interpretato da Andrea Maurizi, tira quindi le fila di una giovane e già sfiancata compagnia di saltimbanchi e musici, sulla falsa riga di un rinnovato “scarrozzante testoriano”. S’inizia la rappresentazione al suono degli organetti, con un folle Tiresia majakovskijano, che entra trainando un carretto/palco, che all’apertura del sipario si rivelerà, essere un carro funebre pieno di bare.

“Dov’è Antigone? Antigone deve ancora nascere oggi. Ma a qualcuno dovremo pur parlare stasera, così parliamo a qualcuno che non c’è.”

La narrazione viene da subito incentrata sulla figura di Ismene, quale metafora dello spettatore medio, capace solo di indignarsi intellettualmente, ma totalmente sterile poi nel tradurre in pratica una qualsiasi forma di ribellione, riscatto o resistenza di fronte alle ingiustizie del mondo. Il dramma si chiude con il riscatto di Ismene, quale detentrice della memoria di Antigone.

Un mito o se vogliamo uno straordinario esempio di libertà interiore che dopo 25 secoli è ancora presente. Lo spettacolo ha un ritmo incalzante, caratterizzato da una dissacrante e continua visionarietà onirica. I personaggi vivono una guerra che non è mai finita e in questo folle scenario Antigone è solo una piccola donna che decide di andare contro la legge di un tiranno in nome di una giustizia più alta e in onore di quella pietà, l’antica pietas, che mai dovremmo ignorare. Una donna che urla sul mondo il proprio silenzio certa che a nulla servirebbero le parole se non ha mortificare ancora una volta la propria coscienza.

Prezzo Biglietto
L’ingresso costa 8 euro

Per maggiori informazioni
Telefono: 3281125107
E-mail: info@condizioniavverse.org
Sito web: www.condizioniavverse.org e www.officineculturali.org




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