Don Chisciotte, Teatro Sociale Mantova 08/02/2011


Nuovo appuntamento in compagnia del grande teatro italiano. Il palco del Teatro Sociale di Mantova si prepara ad ospitare, martedì 8 febbraio 2011 alle 21, uno degli spettacoli più attesi dell’edizione 2010-2011 di Mantova Teatro, la stagione teatrale del Comune di Mantova organizzata, come di consueto, dalla Fondazione Umberto Artioli Mantova Capitale Europea dello Spettacolo.

Don Chisciotte Mantova Teatro Sociale

Don Chisciotte

Due assoluti protagonisti della scena nazionale, Lello Arena e Roberto Herlitzka, interpretano un DON CHISCIOTTE in salsa contemporanea, ambientato in una realtà ai margini, tra un’umanità sola e dimenticata, dove più che altrove c’è bisogno della fantasia dell’hidalgo de la Mancha.

La solitudine è il tema dominante di questa pièce scritta da Ruggero Cappuccio, partendo dal capolavoro senza tempo di Miguel de Cervantes, e messa in scena dalla regista Nadia Baldi.

A vestire i panni di Don Chisciotte è Roberto Herlitzka, una delle figure assolute della scena teatrale italiana, affiancato dal robusto Salvo Panza che trova vita nella straordinaria agilità attoriale di Lello Arena, tra i più amati e conosciuti di sempre.

L’eroe fragile e allampanato si chiama Michele Cervante, studioso di letteratura epica posseduto dall’anima del Don Chisciotte. Emarginato da una società che lo respinge quotidianamente, il protagonista perde contatto con il mondo reale. La sua energia visionaria lo conduce contro mulini inesistenti, in un’osteria che gli appare nella possanza di un castello, al soccorso dell’amata Dulcinea, fino alla conquista morale dello scudiero. Salvo è un uomo qualunque, che, prima cerca di distoglierlo e riconsegnarlo alla cosiddetta normalità, poi vorrebbe vedere, anche lui, il mondo con gli occhi del cavaliere.

La vicenda è quella descritta da Miguel De Cervantes, ma Ruggero Cappuccio la reinterpreta dirottandola ai giorni nostri e caricandola del suo stile semplicemente ricercato, alto e asciutto, vaporoso e senza tempo.

Herlitzka e Arena danno, così, vita a un nuovo Don Chisciotte, che recupera tutto il fascino della grande opera letteraria di Cervantes, capace di incantare milioni di lettori in 400 anni grazie alla forza dei suoi temi, primo fra tutti la straordinaria potenza della fantasia con la quale si può creare un mondo dove anche un vecchio può diventare un eroe.

Note di regia
Il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes prende di mira con l’arma della satira e dell’ironia i romanzi cavallereschi e la società del suo tempo, contrappone il sogno alla realtà. La fascinazione subìta da quest’opera e la mia esigenza a raccontare storie di solitudine e abbandono dei nostri giorni, mi ha spinta ad affidarmi alla capacità descrittiva e ariosa del linguaggio di Ruggero Cappuccio chiedendogli di rielaborarne la storia in chiave moderna. In questa pièce, Don Chisciotte è un emarginato dei nostri giorni, un uomo solo e respinto dalla società e dunque bollato forse come pazzo. Al secolo è Michele Cervante, ma lo incontriamo rapito e posseduto dall’anima del cavaliere della Mancha dalla quale si fa strappare al presente per cedere a una visione disperata e poetica dell’esistenza. Accanto a lui c’è Salvo Panza, un uomo qualunque che decide di fare suo scudiero e che rappresenta la realtà, i piedi saldi nella società, cosiddetta, normale, e le mani sporche di terra, ma, come gli uomini, ha il prurito e la necessità dell’immaginazione che lo porta ad essere, nella sua semplicità, poeta e saggio, forse più di Don Chisciotte. La mia regia colloca i protagonisti in uno spazio indefinito, li muove su un piano metafisico e ostinatamente rituale nei gesti e nei modi, esalta la meccanicità ossessiva dei personaggi e li sospinge nella leggerezza della fantasia. E’ un lavoro che si attesta su confini immutabili, ma non per questo facilmente rintracciabili: quelli che da millenni vivono invariati nel cuore degli uomini. La messinscena, nell’interpretazione di Roberto Herlitzka e Lello Arena riconsegna la vicenda di Don Chisciotte alla contemporaneità, attraverso un’indagine interiore tesa a svelare il rapporto tra dolore e bellezza.
Nadia Baldi

Prezzo biglietti:
Intero platea: 18 euro
Intero palchi, loggia e loggione: 12 euro
Ridotto studenti: 6 euro (solo in prevendita allo Spazio Mtt)

Dove acquistare i biglietti?

  • Spazio Mtt, via San Longino 1/b, Mantova (SENZA DIRITTI DI PREVENDITA) aperto dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19 (il giovedì anche dalle 10 alle 13), tel. 0376/363079, mantovac@capitalespettacolo.191.it. www.ticketone.it
  • In teatro – biglietteria aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

Organizzazione
Fondazione “Umberto Artioli” Mantova Capitale Europea dello Spettacolo
L.go XXIV Maggio, 13 Mantova
Tel 800 085 992
fondazione@capitalespettacolo.it
www.capitalespettacolo.it




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