Parkinson e Alzheimer: facciamo il punto


Le malattie neurodegenerative sono un insieme eterogeneo di patologie caratterizzate dalla progressiva perdita di una o più funzioni nervose.

Lo scopo dell’evento organizzato dall’U.O. di Neuroriabilitazione dell’Istituto Scientifico di Castel Goffredo dell’IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri è fornire a Medici e Professionisti della salute, strumenti per consentire una corretta diagnosi, una giusta valutazione clinica e strumentale, e un adeguato intervento farmacologico verso queste malattie neurodegenerative.

Sabato 5 novembre 2011, ore 8.20 – 17.00
Sala consiliare, Comune di Castel Goffredo Piazza Mazzini, 1 – Castel Goffredo (MN)
Appuntamento all’Istituto Scientifico di Castel Goffredo con il corso “Parkinson e Alzheimer: an update”.

Corso Parkinson e Alzheimer a Castel Goffredo (Mantova)

Parkinson e Alzheimer

L’evento nazionale, che si svolgerà sabato 5 novembre presso la Sala Consiliare del Comune di Castel Goffredo, è organizzato dal dr. Francesco Palmerini e dal dr. Giuseppe Grioni, rispettivamente Neurologo e Direttore dell’U.O. Complessa di Neuroriabilitazione dell’Istituto.

Il progressivo invecchiamento generale della popolazione sta infatti aumentando in maniera significativa la prevalenza delle malattie neurodegenerative; queste ultime, assieme a quelle neurologiche di origine vascolare (ictus), sono ormai tra le prime quattro cause di morte e di invalidità nei paesi occidentali.

“La Malattia di Parkinson, nello specifico, ha un decorso cronico poiché il processo degenerativo impoverisce sempre più il patrimonio neuronale della sostanza nera, dei nuclei della base e della corteccia cerebrale. Non esiste a tutt’oggi una terapia che arresti il corso della malattia – spiega il dr. Palmerini -. A causa della progressività delle lesioni la Malattia compromette la capacità individuale di eseguire compiti motori appresi e divenuti automatici, come il camminare, lo scrivere, il coricarsi e l’alzarsi. Con il progredire i sintomi diventano più complessi (discinesie, freezing, fluttuazioni motorie, allucinazioni, perdita del controllo posturale) e difficili da trattare. L’instabilità posturale e le alterazioni della marcia sono responsabili di un aumentato rischio di cadute stimabile tra il 58 e il 70%, le cui conseguenze aggravano la disabilità e il deficit motorio già esistente. La diagnosi di Malattia di Parkinson resta tuttora una diagnosi prevalentemente clinica, agevolata dalla disponibilità di tecniche di Neuroimaging e da metodiche di Medicina Nucleare. La forma più diffusa di demenza è invece la Malattia di Alzheimer, che rappresenta il 50-60% delle varie forme di demenza. In Italia si stimano circa 600.000 persone colpite e si prevede che il numero raddoppierà entro il 2050. I dati relativi alla prevalenza della demenza della popolazione ultrasessantacinquenne riportati negli studi condotti in diversi paesi industrializzati indicano tassi abbastanza comparabili che oscillano intorno al 5% nei soggetti di età superiore ai 65 anni con valori che vanno dal 3,4 % al 6,7%.

“L’esordio della Malattia di Alzheimer è insidioso e l’andamento è ingravescente anche se la progressione può manifestarsi in modi diversi e in fasi differenti nei vari soggetti – chiarisce il dr. Palmerini – Il sintomo di esordio più frequente è un deficit di memoria episodica, che insorge gradualmente fino ad interessare la memoria di lavoro, quella verbale e quella visuo-spaziale. Caratteristica è la comparsa di disorientamento temporo-spaziale, alla quale si associano disturbi del sonno con inversione del ritmo sonno-veglia. Nelle fasi avanzate della malattia interviene difficoltà nella deambulazione, con compromissione dell’equilibrio fino all’incapacità di mantenere la stazione eretta e il conseguente allettamento. Il decorso della malattia è inoltre complicato dalla comparsa di disturbi neuropsichiatrici come la depressione o sintomi psicotici come il delirio di furto, di gelosia, di persecuzione e allucinazioni visive”. Anche in questo caso la diagnosi non è agevole. Sono necessari accertamenti neuroradiologici, bioumorali (indagini su liquor cerebro-spinale) e test neuropsicologici che attestino le funzioni cognitive interessate dalla malattia. La durata di malattia e l’aspettativa di vita al momento della diagnosi è variabile. In media il decorso è di circa 7-8 anni.

Il corso, quindi, si propone di fornire ai partecipanti strumenti per consentire una corretta diagnosi, una giusta valutazione clinica e strumentale, e un adeguato intervento farmacologico verso queste malattie neurodegenerative.




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