Teatro Magro rimane ancora Senza Niente


Teatro Magro presenta la seconda parte della tetralogia Senza Niente, un progetto poetico-artistico di ampio respiro messo a punto in virtù del grande successo riscontrato con il primo spettacolo.

Marina Visentini Teatro Magro MantovaTeatro Magro ritorna sulla scena per dichiarare la disorganicità della cultura italiana, da più parti villipesa, e, ancora peggio, ignorata e lasciata nel vuoto più assordante. Una tetralogia intensa, che non vuole offrire soluzioni o ricette preconfezionate, ma semplicemente prendere le distanze e contemplare il disarmante panorama attuale con uno sguardo critico, raccontandosi, e lasciando un sorriso dal retrogusto amaro, un’ironia laconica che vuole essere una denuncia non urlata, allo scopo di far riflettere il pubblico, ognuno secondo la propria coscienza.

Senza niente II sarà in scena mercoledì 25 gennaio 2012 alle ore 21 presso il Cinema Mignon.

Diretta dal regista Flavio Cortellazzi, sul palcoscenico stavolta Marina Visentini, presidente di Teatro Magro, che illustrerà cosa significhi incarnare un ruolo, essere una figura di rappresentanza nel mondo culturale, quotidianamente divisa tra arte ed economia. Un’attrice che racconta cosa vuol dire essere presidente, o un presidente che si racconta come attrice? Lo spettacolo non dà risposte certe, ma presenta senza dubbio una donna autentica, con le sue forze e le sue fragilità, che ha imparato a gestire il proprio tempo e le proprie risorse, nonostante esse si restringano sempre di più, come un vestito troppo stretto, che alle volte toglie persino il respiro. Una persona competente, le cui capacità non si misurano con l’identità di genere, ma solo col metro del merito, in grado di farsi spazio tra i meandri delle istituzioni, delle amministrazioni pubbliche, a capo di un’impresa culturale in cerca di emancipazione ed indipendenza. In un ambiente ostico come quello culturale, nel quale è fondamentale procurare commesse, intrattenere pubbliche relazioni, mostrarsi imprenditore e manager abile, è difficile capire fino a che punto è possibile scendere a compromessi senza snaturare la propria identità. L’intenzione è di far coesistere l’anima imprenditoriale e artistica, lavorando incessantemente al fine di abbattere gli stereotipi, raggiungendo un modello virtuoso di efficienza, che possa funzionare come sprono per altre realtà, dimostrando, nonostante il momento contingente di continui tagli alla cultura, che di arte e di bellezza si può vivere.

Teatro Magro, quindi, ci prova, e rivela la figura di un presidente che rappresenta la tenacia ed i difetti un’impresa culturale, una figura che, a dispetto delle difficoltà, degli sforzi quotidiani per tenere i frammenti uniti, continua a credere profondamente nell’arte, nel bello, e che sa, sempre, emozionarsi, ed emozionare.




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