Il grande fiume Po di Guido Conti: presentazione libro a Ostiglia 28/11/2013


OSTIGLIA (MN): PRESENTAZIONE DEL LIBRO “Il GRANDE FIUME PO” DI GUIDO CONTI

Il grande fiume Po di Guido Conti, copertina libroUn libro come un museo cartaceo del Po dal Monviso attraverso la pianura padana fino al delta, da Virgilio a Petrarca, da Folengo passando per l’Ariosto fino a Pavese e ai grandi della letteratura contempoanea. Questo è in sintesi il “Il grande fiume Po: una storia da raccontare” , ovvero il libro di Guido Conti, insignito del Premio Carlo Levi 2013, libro che presentato ad Ostiglia giovedì 28 novembre 2013 alle ore 21 presso la Palazzina Mondadori con il patrocinio dell’Associazione Culturale Tornasole e l’introduzione critica dello scrittore Davide Bregola.

Conti è uno scrittore di fama,che ha esordito su su Papergang. (Under 25 3.) Racconti, Transeuropa,nel lontano ’90. Ha fondato poi la rivista letteraria Palazzo Sanvitale ed è stato direttore editoriale della casa editrice MUP, Monte Università Parma. Vastissima è la sua attività editoriale, di promozione della lettura e della scrittura, all’interno della quale si segnalano la cura del carteggio fra Cesare Zavattini e Attilio Bertolucci (Un’amicizia lunga una vita. Carteggio 1929-1984, Parma, 2004). Con il volume di racconti “Il coccodrillo sull’altare” ha vinto il Premio Chiara. Con Giovannino Guareschi, “Biografia di uno scrittore”, edito da Rizzoli nel 2008, ha conquistato il premio Hemingway per la critica 2008. Ha pubblicato una ventina di libri in print on demand, con progetti innovativi e all’avanguardia, per la scuola di ogni ordine e grado. Insegna tecniche della scrittura presso biblioteche e università. Ha fondato riviste letterarie e settimanali. Dal 2003 insieme al Comune di Parma ha organizzato “Inchiostri d’autore” ed è stato uno dei fondatori del Festival del racconto di Carpi. Con quest’ultima fatica letteraria dedicata al grande Padus, Conti fotografa geografia, storia, cultura, architettura, gastronomia e tutta l’umanità, che affolla le rive del fiume Po, alla ricerca delle radici di un futuro per la stessa sopravvivenza della cultura occidenale. E così il lettore incontra a Felonica Gianfranco Maretti Tregiardini, poeta e traduttore di Virgilio, a Borgofranco ammira un piccolo centro che non rinnega architettonicamente di essere stato legato, per fede politica, a Benito Mussolini con la torre sulla quale si ergono alcune aquile di pietra tra immagini dei pioppeti e delle zone palustri del Po. Doverosa è anche la menzione di Alberto Manotti detto “Il Re del Po”, lui infatti ha salvato molte vite durante la piena del 2000, grazie alle sue conoscenze delle correnti e degli argini e ha costruito un immenso castello di rami raccolti nel fiume, che è un luogo di divertimento per i bambini e per gli adulti,ovvero la sua seconda casa, che resiste alle alluvioni.E ancora ci ritroviamo nello studio del regista e pittore Francesco Barilli con alcuni dei suoi quadri del Po o nella cucina di Stefano Campanini autore della miglior torta fritta di tutta la bassa parmense o infine ci esaltiamo negli scorci inediti della chiesa dei pescatori sugli argini del Po di Zibello, Parma, tra le citazioni letterarie che parlano del Po raccolte sopra una delle sue pareti.

(Marilena Buganza)




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