Convegno su Dante Alighieri al Teatro Comunale di Castellucchio SOMS 23/04/2015


Castellucchio: il laboratorio culturale Elabora presenta un modernissimo Dante

Dante AlighieriDante lontano sette secoli fa? Macchè, il sommo poeta nonché padre della lingua italiana è modernissimo. Questo è il messaggio che Laboratorio Culturale ELABORA lancia nella serata di giovedì 23 aprile 2015, alle ore 20.45, presso il Teatro Comunale di Castellucchio SOMS (piazza A. Pasotti 48).

Relatore d’eccezione è il prof. Gianni Vacchelli, già professore di letteratura italiana in un liceo classico milanese e docente al Dipartimento di Italianistica (Scienze della Formazione) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Vacchelli è noto al grande pubblico per i suoi corsi e conferenze, per i libri per la scuola, e per i suoi racconti e saggi. Da sempre la Bibbia e Dante, letti in una prospettiva simbolica, che tenga insieme il livello interiore con quello letterario e mistico, sono i suoi principali oggetti di studio. La lettura di Vacchelli, attenta al dialogo interculturale, è al crocevia delle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente.

L’happening di Castellucchio è patrocinato anche dal Comune – Assessorato alla Cultura e il leit motiv dell’incontro è appunto “L’esperienza di Dante, oggi tra risveglio e impegno civile”.

Dante è una sfida per il nostro tempo. Risveglio, pensiero critico e impegno civile percorrono tutta la sua opera. L’esperienza dantesca è integrale. Cos’ha da dirci Dante sulla crisi nella quale sembriamo sprofondati? Sulle sfide dell’oggi, sulla ricerca spirituale, politica, economica? Sull’Europa e sulla pace?

Il sommo poeta infatti ammonisce ancora oggi: “Uomini siate, e non pecore matte,” (Pd V, 80). La Divina Commedia, è infatti oggi tra i libri più diffusi nel mondo dopo la Bibbia, tradotto in tutte le lingue dei paesi che abbiano una struttura culturale, anche di popoli lontanissimi da noi per tradizione e cultura – come il coreano, o il vietnamita – e appassionatamente studiato nelle università, in quelle del mondo orientale (come accade in Giappone) non diversamente che in quelle del mondo occidentale. Dante con il suo poema afferma un’identità culturale e, anche se lo stesso è nato al tramonto dell’età medievale, è di fatto la più alta e compiuta espressione di quella identità culturale che nel medioevo appunto si costruì e che costituisce quella che è detta la civiltà occidentale, civiltà nata dall’incontro e dalla fusione delle due grandi tradizioni culturali mediterranee, la greco-romana e l’ebraico-cristiana. Emerge l’idea di un universo intelligibile, retto da leggi finalizzate, fatto a misura della nostra stessa ragione; e in esso quella di un tempo storico – il tempo di quello spazio – che si muove diretto a un fine, e nel quale agisce un essere dotato di ragione e libertà (superiore quindi alla natura) con un destino che oltrepassa gli stessi limiti temporali.




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