Prorogata fino a venerdì 21 febbraio 2014 la mostra How does it feel to be leaving the most beautiful city in the world? di Marco Lachi


In considerazione della numerosa affluenza di visitatori e dell’ottimo riscontro di pubblico, è prorogata di una settimana la quarta mostra di fotografia contemporanea presso il Centro Culturale Livia Bottardi Milani di Pegognaga. La mostra How does it feel to be leaving the most beautiful city in the world? di Marco Lachi sarà visitabile fino a venerdì 21 febbraio 2014 e durante l’ultimo giorno di apertura, dalle 14.30 alle 18.30 e dalle 20.30 alle 22.30 saranno disponibili approfondimenti e visite guidate senza necessità di prenotazione (per informazioni dominus@centroculturalepegognaga.it oppure 0376/5546410).
Mostra fotografica Marco Lachi a Pegognaga (Mantova)


L’evento è compreso nel ciclo di cinque esposizioni che presentano al pubblico le ricerche pregresse degli autori coinvolti nella campagna fotografica di documentazione e interpretazione delle architetture razionaliste nell’Oltrepò mantovano per il Fondo Architettura Razionalista, una delle azioni del Progetto DOMInUS, Distretto Culturale promosso e realizzato da Fondazione Cariplo e gestito da Consorzio Oltrepò Mantovano. La mostra di Lachi, curata da Benedetta Alfieri, ha presentato al pubblico una selezione di opere tratte dal progetto che unisce le fotografie di Marco Lachi e la scrittura di Olufemi Terry sull’estetica dello spazio, la cultura e la complessa storia razziale della città di Cape Town in Sudafrica.

Le fotografie di Lachi mostrano paesaggi urbani, auto, persone e una rassicurante quanto ambigua documentazione di quartieri le cui abitazioni sono recintate da muri di cemento e filo spinato, sorvegliate da telecamere e compagnie private di sicurezza che rendono visibile quanto la paura sia uno degli elementi più importante dell’abitare nella dimensione urbana del XXI secolo a livello globale.

Il ciclo di mostre proseguirà il 7 marzo 2014 con l’inaugurazione della personale di Benedetta Alfieri, uno due tre, a cura di Mauro Manfrin.




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