Le sete di Matilde di Canossa in mostra al Museo Polironiano di San Benedetto Po 18 aprile – 31 ottobre 2015


Le sete di Matilde di Canossa
Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po (MN)
18 aprile – 31 ottobre 2015

Mostra sete Matilde di Canossa San Benedetto Po (Mantova)Parcae rende omaggio alla contessa di Toscana nel 900esimo anniversario della morte. La Olmar&Mirta di Concordia sulla Secchia sostiene il progetto dei giovani designer.

Una mostra per immagini e foulard rende omaggio a Matilde di Canossa. Dal 18 aprile al 31 ottobre 2015, il Museo Civico Polironiano ospita “Le sete di Matilde“, mostra diffusa della collezione autunno-inverno 2015 dei foulard di Parcae ispirati al mondo e all’epoca della gran contessa.

L’inaugurazione, aperta al pubblico, è fissata per sabato 18 aprile 2015 ore 16,30 nel museo di piazza Teofilo Folengo, a San Benedetto Po (Mantova).

Parcae è protagonista a pieno titolo nel programma delle celebrazioni per i 900 anni della morte di Matilde, con la grande mostra allestita in uno dei luoghi più cari alla grancontessa: il monastero di San Benedetto Polirone. Qui, ospitati nelle celle e nelle sale dell’antico complesso monastico, saranno esposti l’abito realizzato per l’occasione per rendere omaggio alla sovrana, i foulard della collezione a lei dedicati con alcuni dei disegni che ne sono all’origine. Due di questi foulard: L’oro di Orval (La Fiuma) e Le Virtù di Matilde saranno poi donati al museo assieme all’abito e ai disegni.

Il Museo Civico Polironiano è uno dei maggiori musei etnografici d’Italia. Con oltre 13mila oggetti è la più importante realtà legata alla storia e alla tradizione della pianura fluviale del Po. Il Museo si trova in un complesso monumentale di edifici che costituivano il monastero di San Benedetto in Polirone, fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa. Nella chiesa di Santa Maria, parte del complesso benedettino, fino al 1632 era custodito il corpo di Matilde, prima che venisse trasferito a Roma, nella basilica di San Pietro.

Ahmad e Nour Daher e Iacopo Cassigoli, i tre creativi che hanno scelto di darsi il nome delle mitiche tessitrici dell’antichità, sono rimasti affascinati dal personaggio di Matilde e hanno immaginato di ricreare il suo mondo attraverso i loro foulard. Da qui la scelta di simboli e immagini da sempre attribuiti alla sovrana che ritroviamo nei disegni: dal serpente sapienziale ai simboli della Temperanza come la spada fasciata, alla melagrana, da frammenti architettonici e spunti pittorici legati ai castelli di Matilde e alle città della Marca Canossana. Tasselli di un mosaico usati per comporre suggestive fantasie e raccontare la storia della grancontessa per immagini.

Iacopo Cassigoli è storico dell’arte e pittore, molto attivo in Toscana e in particolare a Pistoia; è autore di numerose pubblicazioni (si ricordano: Ecce Mater. La Madonna del latte e le sante galattofore. Arte, iconografia e devozione in Toscana fra Trecento e Cinquecento, Firenze, 2009; L’annual gioco di san Jacopo. Dal palio dei barberi alla Giostra dell’Orso, Pistoia, 2009) ed ha esposto i suoi dipinti in gallerie e musei in Toscana e in Italia (Museo della Specola di Firenze; Teatro Anatomico dell’Ospedale del Ceppo di Pistoia). Ahmad Daher proviene da Sidone (Libano) ma ormai da oltre un decennio vive e lavora in Italia. Attualmente, presso la Olmar&Mirta, segue Rick Owens per la collezione moda donna. Vanta esperienze da Emilio Pucci, Jean Paul Gaultier, Gareth Pugh. Nour Daher, sorella di Ahmad, si sta laureando in architettura presso l’università di Firenze.

Il logo del marchio, il Bombix Mori, la farfalla della seta che si staglia su fondo nero a rappresentare la trasformazione e la rinascita ben si inserisce in questo nuovo omaggio al femminile archetipico. Alla sovrana sono legate anche alcune leggende come quella dell’anello di Orval, perso da Matilde e riportato da un pesce: un episodio che ha ispirato anche il mondo delle fiabe con la figura della Bella dei capelli d’oro e che ritroviamo raccontato in uno dei foulard della collezione. Non mancano suggestioni grafiche, da declinare oltre che nell’abituale bianco e nero, in una scala cromatica più ampia e suggestiva. Linee dal cuore antico che sembrano pagine di design contemporaneo per proseguire nel percorso legato al segno e da sempre caro al brand, basti pensare alle precedenti collezioni dedicate alla pittrice Bridget Riley e all’artista decò Gaston Suisse.

La collezione autunno-inverno 2015 propone nuovi tessuti per esaltare disegni e colori. Al raso e allo chiffon che da sempre sono il biglietto da visita di Parcae, si aggiungono la garza di lana, l’abbinamento lana vergine-mohair e perfino il prezioso binomio cashmere-seta. Cambiano i materiali ma la lavorazione rimane autenticamente italiana e soprattutto artigianale. Restano invariate le dimensioni, da sempre ampie: 138×138 nella versione quadrata e 69×250 e 69×200 in quella orizzontale. La grandezza dei foulard permette di indossarli come sciarpe e, vista la maggiore consistenza dei tessuti, addirittura come cappe. Una maggiore versatilità che va incontro anche alla volontà di rivolgersi non solo al mercato europeo ma anche al vicino Medio Oriente. Da qui la decisione di adottare le misure standard dei foulard islamici.

Il marchio è prodotto e distribuito da Olmar&Mirta spa. Giambattista Tirelli, natali a San Benedetto Po e casa a Quistello, ha la sede della sua azienda a Concordia sulla Secchia. Mirta Grana, moglie di Giambattista, aveva un’azienda tessile nel mantovano che portava il suo nome: nel 1997 con il marito rileva la Olmar, ditta specializzata nel conformato per taglie forti. Nasce così l’azienda che oggi conta 110 dipendenti ed è licenziataria di grandi griffe della moda tra cui Rick Owens, Gareth Pugh, Matteo Pecoraro e prima che passasse a Givenchy Riccardo Tisci. Tirelli si conferma un vero “cacciatore di talenti” e un sostenitore del “made in Italy”. Nel 2012 Tirelli ha acquistato lo storico marchio Gentryportofino (collezione disegnata negli anni d’oro da Gianfranco Ferrè, Enrico Coveri, Martin Margiela).




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