Quel Brutto Pasticcio delle Liste Elettorali (Elezioni Regionali Marzo 2010)


E’ un vero pasticcio quello che si è verificato nella presentazione di alcune liste elettorali del Popolo Delle Libertà. A farne le spese sono stati due fra i candidati più popolari, quali Renata Polverini, a Roma, e Roberto Formigoni a Milano.

Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

E’ molto verosimile che siamo in presenza di qualche errore burocratico e formale nella documentazione richiesta per presentare le liste elettorali dei candidati sopramenzionati.
E’ altrettanto assurdo che la politica non abbia prevalso su questi disguidi. E’ pur vero che le regole devono essere applicate indistintamente a tutti i candidati coinvolti, siano essi famosi o sconosciuti.

Quello che vorrei sottolineare è come in questa vicenda, sia da parte dei politici (tutti o quasi, con qualche rara eccezione) che della magistratura o degli organi preposti al controllo delle liste, ed infine dal Capo della Stato, Giorgio Napolitano, sia mancato quel buon senso che accomuna tutte le persone per bene.

Le esclusioni eccellenti della signora Polverini e del signor Formigoni non rappresentano certamente uno scandalo ma evidenziano, come spesso accade nel nostro paese, come l’eccessiva applicazione rigorosa delle regole abbia esasperato la vita degli italiani, in qualsiasi circostanza.

L’unica differenza è che se in un fastidioso disguido burocratico incappa un normale cittadino nessuno si scandalizza, se la medesima situazione capita a un candidato politico famoso allora si scatena la caccia alle streghe. E’ questo il vero scandalo!

Personalmente mi auguro che si trovi un leale compromesso che permetta alla signora Polverini e al signor Formigoni di poter partecipare a questa tornata elettorale perché verrebbero a mancare quei sani presupposti che rendono democratica la libera scelta dei candidati da parte dei cittadini.

Dobbiamo essere disposti a volte, per il bene comune, a fare qualche passettino indietro, perché tra una vittoria sul filo di lana e una vittoria causata dall’esclusione del candidato rivale, io scelgo la prima, costi anche la sconfitta.

C’è sempre e solo un’unica via maestra per vincere, politicamente o professionalmente e il sottoscritto, in queste poche righe, ha voluto esclusivamente testimoniare la propria solidarietà nei confronti di tutti i cittadini vittime di incresciosi disguidi burocratici che spesso hanno danneggiato quella sana e preziosa qualità di cui noi italiani andiamo orgogliosi, è cioè la lealtà, quello spirito mai domo che ci suggerisce di non infierire mai sul rivale sconfitto.

Spero che da questo mio scritto possa nascere un importante dibattito il cui tam tam possa risvegliare i sordi della politica italiana.

In Fede
Campagna Arcangelo
(Italia Dei Valori – Curtatone)




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