Referendum 2011: i 4 Quesiti e Come Votare


Referendum 2011. Quattro i quesiti: due sulla privatizzazione dell’acqua, uno sul nucleare e uno sul legitimo impedimento.

Referendum 2011Gli elettori italiani sono chiamati ad esprimersi domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 su quattro quesiti. Si tratta di referendum abrogativi di leggi che attualmente sono in vigore in Italia. Il termine “abrogativo” ci ricorda che con il voto ogni elettore esprimerà con un SI l’annullamento di una norma di legge esistente, mentre con un NO esprimerà la volontà che rimanga la norma esistente.

Il Referendum abrogativo è l’unico tipo che la Costituzione italiana prevede possa essere richiesto su iniziativa dei cittadini. Per ciascuna delle proposte sono state raccolte e successivamente convalidate dalla Cassazione più di 500mila firme di cittadini italiani.

Affinché i referendum siano validi occorre che si rechino alle urne il 50% più uno (quorum) degli elettori aventi diritto. Nel caso si verificasse che alle urne non partecipino almeno il 50% più uno, il cosiddetto quorum minimo, sarebbe come se non ci fosse stato il referendum e rimarrebbero confermate le leggi interessate.

Come votare al Referendum 2011?
Si deve votare SI se si desidera che venga abrogata, annullata la legge in vigore, si deve invece votare NO in caso si desideri mantenere lo stato normativo attuale. Naturalmente per ogni quesito viene consegnata una scheda.

Testo dei quattro quesiti del Referendum 2011
Ecco le 4 domande del referendum e le indicazioni di cosa implica votare SI o NO ad ognuno di questi quesiti.

Quesito 1: Scheda di colore rosso sulla privatizzazione dell’acqua
(Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione)

Referendum popolare n.1
Volete voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia», e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea», convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?

  • In caso di vittoria dei SI viene cancellato un articolo che stabilisce l’affidamento del servizio idrico a società per azioni a capitale misto pubblico – privato oppure a capitale interamente pubblico. Non sarebbero più consentiti né gare né affidamenti di gestione a società di capitali, e si favorirebbe la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.
  • In caso di vittoria dei NO il servizio idrico sarebbe affidato ai privati.



Quesito 2: Scheda di colore giallo sulla determinazione delle tariffe del servizio idrico
(Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma)

Referendum popolare n.2
Volete voi che sia abrogato il comma 1 dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito»?

  • In caso di vittoria dei SI il gestore dei servizi idrici non potrà più ottenere profitti garantiti, caricando sulla bolletta dei cittadini – utenti un 7% a remunerazione del capitale investito, senza essere vincolato a reinvestire nel miglioramento del servizio.
  • In caso di vittoria dei NO il gestore dei servizi idrici continuerà ad ottenere profitti garantiti, caricando sulla bolletta dei cittadini – utenti un 7% a remunerazione del capitale investito, senza essere vincolato a reinvestire nel miglioramento del servizio, profitti che hanno aperto la strada a gestori privati.



Quesito 3: Scheda di colore grigio sul Nucleare
(Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare)

Referendum popolare n.3
Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?”.
Il titolo del quesito, riformulato dalla Cassazione alla luce delle norme introdotte col decreto “omnibus”, sarà: “Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare”.

  • In caso di vittoria dei SI non si potranno in Italia in futuro progettare e realizzare nuove centrali nucleari
  • In caso di vittoria dei NO si potranno in Italia progettare e realizzare centrali nucleari



Quesito 4: Scheda di colore verde sul Legittimo impedimento
(Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale)

Referendum popolare n.4
Volete voi che siano abrogati l’art. 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, e l’art. 2 della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante «Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza», quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 13-25 gennaio 2011 della Corte costituzionale?

  • In caso di vittoria dei SI la legge sarebbe completamente abrogata e il presidente del consiglio e i ministri di fronte alla giustizia sarebbero considerati come tutti i cittadini.
  • In caso di vittoria dei NO la legge rimarrebbe come ora e il premier e i ministri potrebbero invocare il legittimo impedimento per motivi che possono essere o non essere accettati dal giudice.



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