Mantova: Convegno sull’Italicum


Si parla solo di formula elettorale e non di sistema elettorale. La sovranità non appartiene al popolo. Sono questi i temi più scottanti che sono emersi sabato 22 marzo 2014 dal convegno, patrocinato dal laboratorio culturale Elabora di Castellucchio, su “Legge elettorale e cambiamento” presso sala convegni Crediveneto a Mantova.

Italicum legge elettorale: cos'è, come funziona


Dopo il preludio del segretario di Elabora, Simone Cecchin, il giornalista parlamentare tg2 RAI Luciano Ghelfi è entrato subito in medias res e ha relazionato la platea su quanto è stato approvato alla camera attraverso slide.

“Il testo approvato dalla Camera dei Deputati prevede l’attribuzione di 618 deputati, mentre 12 vengono eletti dagli italiani all’estero con sistema proporzionale con preferenze – ha sostenuto – Ghelfi – Sono previste le seguenti soglie di sbarramento:la lista singola deve arrivare all’8%; la somma dei voti delle liste di una coalizione deve arrivare al 12% la singola lista all’interno di una coalizione deve arrivare al 4,5%. Quindi per le coalizioni che raggiungono la soglia del 12% i seggi sono ripartiti tra le liste che superano il 4,5%.

Poi la lista che ottiene il maggior numero di voti validi:
1) se non raggiunge il 37%, va al ballottaggio;
2) se raggiunge il 37% ma meno di 340 seggi le viene assegnato un premio di maggioranza del 15% che la fa raggiungere sempre i 340 seggi
3) se raggiunge il 37% e ottiene 340 seggi vince

Le due liste o coalizioni che hanno ottenuto il maggior numero di voti vanno al ballottaggio, chi vince ottiene 340 seggi, chi perde si spartisce i rimanenti 297 seggi”.

I seggi spettanti a ciascuna lista e coalizione vengono distribuiti sul territorio proporzionalmente ai voti ricevuti nelle singole regioni e nei singoli collegi plurinominali, attraverso un algoritmo che il dott. Ghelfi ha definito da “mal di testa”.

“I nodi che sono rimasti da approvare al Senato – sono:
1) parità di genere;
2) richiesta di alzare la soglia per la vittoria dal 37% al 40%
3) preferenze si o no?

Se il sistema elettorale suddetto viene approvato anche dal Senato, i seggi della Camera verranno attribuiti con l’Italicum mentre invece il Senato utilizzerà il Consultellum, ossia con il sistema elettorale uscito dalla sentenza della Corte Costituzionale di dicembre 2013.

Ci sono problemi di costituzionalità:
1) premio di maggioranza è adeguato?
2) i collegi piccoli sono sufficientemente piccoli per superare lo scoglio rappresentati – rappresentanti?
3) è garantito il senso della coalizione? In quanto quella lista che non raggiunge il 4,5% è automaticamente fuori”.

Successivamente ha preso la parola Marco Bosco, giornalista formatore, che ha spiegato il rapporto tra cittadini e legge elettorale.

“E’ necessario recuperare la virtù dello Stato attraverso il Parlamento, purtroppo nell’era di internet dovrebbe esserci una maggior democrazia mentre invece siamo di fronte ad un’oligarchia. Infatti il potere è personalizzato in capo a 5 persone che non sono elette al Parlamento (Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini e Vendola), di fatto l’effetto del voto che rende sovrano il cittadino è stato vanificato. Bisogna che lo Stato sia più snello e questo si può ottenere con Comuni che hanno maggiori poteri. Bisogna quindi che il cittadino torni ad essere arbitro della politica, se non sarà così avremo perso la battaglia; e una legge elettorale dovrebbe fondarsi sul trinomio Consenso -Potere – Responsabilità”.

Infine il prof. Luca Perfetti, professore ordinario di diritto amministrativo presso l’università di Bari, asserisce che “Si parla solo di sistema elettorale – ha detto il prof. -, ossia dell’insieme di regole che consentono di trasferire il consenso dei rappresentati ai rappresentanti, mente invece non si sente parlare di regole elettorali cioè uno studio ragionato di cosa è meglio per consentire la migliore rappresentatività del cittadino in parlamento. Non c’è stato un vero dibattito sul sistema elettorale italiano, questo a causa della crisi della politica, in quanto una legge elettorale è fattore determinante di consegna al cittadino di maggior capacità di poter influire nelle scelte. Negli ultimi dieci anni il dibattito si è incentrato sulla riforma delle istituzioni e sulla riforma delle legge elettorale ma il tutto gestito sempre dalla convenienza politica.La sovranità in Italia non è del popolo.Non c’è nessun dibattito sul sistema elettorale, bensì sulla formula elettorale.Di fatto ci sono tutti gli elementi per portare a privilegiare una organizzazione nazionale della politica, essendo irrilevante l’organigramma della politica locale, ad esempio non c’è la possibilità di indicare le preferenze. La democrazia si deve estrinsecare basandosi su un modello istituzionale e in battuta successiva su un sistema politico,ma c’è una crisi mondiale delle democrazia. Perché ci sia democrazia è necessario che ci sia una consegna di spazi di rilevanza pubblica alla società, oggi però non c’è più rappresentanza della società nelle istituzioni. E questo meccanismo è tutto a vantaggio dei potere globalizzati che così possono esercitare la loro influenza”.

 




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