Riforma degli enti locali, il PD consulta gli iscritti 01/03/2015


Consultazione sulle autonomie locali. Appuntamento domenica 1 marzo 2015: 32 i seggi allestiti in tutta la provincia di Mantova, aperti dalle ore 9.00 alle 12.00

Consultazione autonomie locali 2015 PD MantovaUna consultazione aperta ai propri iscritti e agli elettori per capire quale futuro vogliono per le autonomie locali: è quella promossa per domenica 1 marzo 2015 dal Partito Democratico, che nella stessa giornata inaugurerà la campagna di tesseramento.

Si potrà votare dalle 9 alle 12 presso la sede della federazione provinciale PD in via Da Schivenoglia a Mantova e negli altri 31 seggi allestiti in provincia (547 in tutta la Lombardia) per coinvolgere gli oltre tremila militanti mantovani su un tema tanto strategico come quello della riforma di Regione, Province e Comuni: per sapere dove votare basta consultare il sito www.pdfedmantova.blogspot.it.

“La nostra è la risposta democratica e a costo zero al referendum sulla Regione a statuto speciale voluto da Lega e 5 Stelle che costerà ai lombardi ben 30 milioni di euro, risorse che sarebbe stato meglio spendere per la sanità o il trasporto pubblico locale – sottolinea la segretaria provinciale Antonella Forattini -. Ai nostri elettori abbiamo sottoposto quattro quesiti, da cui emergeranno proposte serie e credibili sul riordino delle autonomie locali”.

“Il primo quesito – spiega la Forattini – riguarda proprio l’abolizione delle Regioni a statuto speciale, che sono arrivate a costare il doppio di quelle ordinarie: 5.737 euro pro capite anziché 3.048. Il secondo riguarda l’accorpamento delle Regioni per ridurne il numero da 20 a 12: una proposta che ci vede d’accordo, considerato che negli anni proprio in queste istituzioni sono state perpetrate condotte poco edificanti per la vita pubblica. Con la proposta Morassut-Ranucci nulla cambierebbe per Lombardia, Sicilia e Sardegna, mentre le altre Regioni verrebbero accorpate. Il terzo quesito riguarda invece il futuro dei Comuni sotto i 5mila abitanti, per i quali consideriamo prioritaria la via delle unioni, da privilegiare rispetto alle fusioni che spesso ricevono un’accoglienza tiepida, se non ostile, da parte delle comunità; anche se si tratta di una prospettiva da non escludere in una fase successiva”.

“Quanto invece al quarto quesito, che riguarda espressamente la nostra Provincia e i futuri nuovi ambiti omogenei – conclude la Forattini -, a fronte di un progressivo accorpamento di servizi in atto da tempo con Cremona, noi rilanciamo l’idea, provocatoria ma neanche troppo, di un apparentamento con altre province, anche fuori Regione: non solo Brescia dunque, ma Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Rovigo e soprattutto Verona”.




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