Mafie in pentola al Teatro di Castel Goffredo 15/03/2014


A Castel Goffredo (Mantova) va in scena “Mafie in pentola” teatro che nutre speranza
Sabato 15 marzo 2014 alle ore 21, Teatro San Luigi
Tiziana Di Masi porta per la prima volta in provincia di Mantova il suo spettacolo di teatro civile-gastronomico sui prodotti di Libera Terra, dai terreni confiscati alle mafie. È la 154.ma tappa di una tournée straordinaria e sostenuta dagli spettatori, con il supporto di cooperative, associazioni e volontariato “Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida” torna a far tappa in Lombardia.

Mafie in pentola Tiziana Di MasiA Castel Goffredo (Mantova) andrà in scena la 154.ma replica dello spettacolo di teatro civile-gastronomico sui prodotti di Libera Terra, interpretato da Tiziana Di Masi.

Si tratta della “prima” in provincia di Mantova. Appuntamento per sabato 15 marzo 2014 presso il teatro San Luigi con inizio alle ore 21. Ingresso gratuito. Organizzazione a cura di Coop Nord Est e Comune di Castel Goffredo.

L’iniziativa è inserita nel programma per le celebrazioni della “Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia” (21 marzo).

“Uno straordinario supporto sociale permette allo spettacolo di circuitare e di poter esprimere tutto il suo potenziale artistico e morale” afferma Tiziana Di Masi. “Mafie in pentola nasce dal basso, come testimonianza di un’esperienza che ci insegna come il cambiamento sia possibile, e continua il proprio viaggio attraverso il passaparola degli spettatori, di persone che lo vogliono portare ‘a casa loro’, perché lo ritengono giusto e utile. A Castel Goffredo, sabato sera, avverrà questo. Voglio ringraziare il mio pubblico per aver reso possibile questo piccolo miracolo, che dimostra come in Italia, nonostante tutto, ci sia ancora tanta gente che crede in un futuro migliore”. L’investimento nell’agricoltura biologica, come reazione alle montagne di veleni scaricate dalle mafie nei terreni, costituisce il cuore della sfida lanciata dalle cooperative di Libera Terra in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e infine nel nord Italia, dal Piemonte alla Lombardia, sempre più nelle mani dei clan. Di questo parla “Mafie in pentola”, primo e unico spettacolo dedicato alla storia e ai prodotti delle cooperative sorte nei terreni confiscati alle mafie.

“Le inchieste giudiziarie in corso”, sottolinea Tiziana Di Masi, “stanno rivelando ciò che tutti sapevano ma che molti, per tornaconto politico, negavano: al nord comandano le mafie. Eppure non mancavano gli elementi per capire che eravamo in piena emergenza, a cominciare da ciò di cui parla il mio spettacolo: la presenza di oltre 1.500 beni confiscati al nord, 5 anche in provincia di Mantova. Domani sera, come di consuetudine, racconterò non solo le storie legate alle cooperative, ma anche un episodio di “mafia a km zero”. Perché il pubblico dev’essere consapevole che questi fatti, purtroppo, riguardano tutti noi, senza distinzioni di città né di quartiere”.

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Scritto dal giornalista Andrea Guolo (Premio Vergani – Cronista dell’anno 2011), Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera Terra dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità. Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori. È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone. Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.

 

 




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