Lo scorso venerdì 11 febbraio 2011, si è svolto a Schivenoglia (Mantova) un convegno pubblico che aveva per tema la prevenzione del tumore del colon retto.

L’evento è stato organizzato dalla Biblioteca e dall’Amministrazione Comunale di Schivenoglia con il patrocinio e la collaborazione dell’Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Mantova e dell’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”.

Convegno sulla Prevenzione del Tumore del Colon Retto a Schivenoglia (Mantova)
Convegno prevenzione tumore colon retto

L’argomento, di stretta attualità, ha richiamato l’attenzione delle numerose persone che hanno riempito la locale sala polivalente. Dopo i saluti di rito da parte del presidente della commissione bibliotecaria, Andrea Gennari, la parola è passata alla Dr.ssa Emanuela Anghinoni, dirigente del Servizio di Medicina Preventiva nelle Comunità dell’ASL di Mantova che oltre a portare i saluti della Direzione Generale, ha introdotto l’argomento. Si è molto soffermata sull’importanza dello screening come strumento principale per la prevenzione delle malattie tumorali sottolineando che nella provincia di Mantova sono attive tutte e tre le tipologie: colon retto, mammografia e collo dell’utero. Questo non è purtroppo vero per tutte le altre provincie d’Italia ed è stato infatti sottolineato come la sanità lombarda sia davvero una delle eccellenze nel mondo.

La serata era concentrata su quello del colon perché è l’unico che possa interessare sia la popolazione maschile che quella femminile.

La dr.ssa Anghinoni ha inoltre evidenziato come il numero di assistiti invitati a presentarsi per uno screening sia quasi decuplicato nel primo triennio di attività (2005-2007). Questo però non significa che queste cifre corrispondano ad altrettanti malati di tumore. Anzi per fortuna grazie alle procedure di screening è sempre più frequente bloccare lo sviluppo della malattia nello stadio iniziale e quindi sconfiggerla.

Questo si ricollega allo scopo della serata, e cioè un invito a rispondere alle chiamate dell’ASL e di non aver paura a sottoporsi ai test. Tra l’altro, e questo non guasta, le spese che la Regione deve affrontare per seguire pazienti in screening sono notevolmente inferiore rispetto a quelle dei pazienti sintomatici. Questo risparmio permette alla regione di investire di più in qualità dei servizi erogati.

La parola è quindi passata all’assistente sanitaria Lidia Cuoghi, stretta collaboratrice della dr.ssa Anghinoni nel servizio di Medicina Preventiva, operante all’interno del Distretto Socio Sanitario di Ostiglia. Si è occupata di illustrare le varie fasi che portano allo screening, partendo dalla popolazione interessata, ovvero quelli compresi tra i 50 e i 69 anni di età.

Ha spiegato che il test si può effettuare tranquillamente a domicilio semplicemente recandosi dal farmacista, che nella maggior parte dei casi è l’unico interlocutore con cui l’assistito viene a contatto. Il resto viene eseguito tutto da una rete di soggetti collaboranti che si occupano di esaminare i singoli casi (laboratorio analisi, medico di famiglia, Medicina Preventiva, presidi ospedalieri, ecc.).

E’ giunto poi il momento della Dr.ssa Adriana Marchetti, medico di famiglia del comune di Schivenoglia e quindi profonda conoscitrice della realtà del paese che ha rimarcato l’importanza dell’adesione da parte di tutta la popolazione al progetto di screening. La dottoressa ha anche ricordato come le tecniche di prevenzione abbiano fatto dei passi da gigante in avanti nel corso degli ultimi anni e di come queste tecniche vadano sempre migliorando.

L’intervento successivo è stato quello del Dr. Adrano Savioli, Dirigente Medico della Struttura di Endoscopia dell’Ospedale di Mantova. Savioli ha portato la sua esperienza per spiegare cosa voglia dire doversi sottoporre a un test di screening, quando occorre farlo e quali possono essere le risposte e come interpretarle, senza generare ovviamente allarmismo ma anzi fornendo informazioni molto rassicuranti. Inoltre ha spiegato l’utilità della colonscopia “tradizionale” e i vantaggi e svantaggi della nuova colonscopia “virtuale”. Il tutto è stato arricchito anche dalla proiezione di un breve video riguardante un intervento in endoscopia davvero efficace.

L’ultimo intervento della serata è stato quello della Dr.ssa Chiara Bassi, specialista in scienze dell’alimentazione e collaboratrice dell’ASL di Mantova. Se fino a quel punto sono state illustrate operazioni che coinvolgevano più che altro pratiche mediche, lei si è occupata prevalentemente di quello che ogni singolo cittadino può fare nel suo piccolo per condurre una vita sana nel miglior modo possibile. Ha illustrato come sono cambiate (purtroppo in peggio) le abitudini alimentari e di quello che si dovrebbe fare e mangiare per migliorarle e l’importanza dei singoli pasti (in totale cinque) nel corso della giornata. Con il classico schema della piramide alimentare ha spiegato quali sono gli alimenti di cui limitarne il consumo e quali invece di cui aumentarlo. Poche volta ha utilizzato il verbo “eliminare” mentre quasi sempre ha usato “limitare” perché sta proprio qui il segreto.

La serata, che nel complesso è durata circa due ore, si è conclusa con un intervento del sindaco di Schivenoglia, Marco Bruschi e con alcune domande da parte dei presenti in sala.

Alla fine, i relatori sono stati omaggiati di una pubblicazione dedicata a Francesco Maria Raineri, detto “Lo Schivenoglia”, pittore locale di cui si è tanto sentito parlare nel corso degli ultimi due anni nelle nostre zone. Va dato merito agli intervenuti di aver sempre utilizzato un linguaggio chiaro e semplice senza mai abusare di termini troppo tecnici e incomprensibili ai non addetti ai lavori.

Un bilancio sicuramente positivo per una serata centrata su un tema non facile da affrontare e da proporre, ma di sicuro interesse pubblico.




Scritto da: Andrea Gennari
Data: 14 Febbraio 2011
Categoria: Cronaca
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